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Vigili del Fuoco USB: il dramma di Genova e un dipartimento impreparato a tutto

Nazionale -

È terribile assistere impotenti a una tragedia che ci colpisce doppiamente, come vigili del fuoco e come cittadini. Quanto avvenuto a Genova non solo è dovuto alla mancanza – gravissima - di un cuscino di salvataggio tra le dotazioni del comando di una grande città, ma simboleggia la cronica disattenzione che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha verso la popolazione tutta.


Il ruolo che svolgiamo nel Paese non ha confini, ma interpretarlo sperando che chi vuole compiere un gesto estremo si convinca a non farlo grazie alle nostre sole “parole”, è abominevole. Forse anche diabolico. Nella tragedia che si cela dietro un suicidio si scopre un altro dramma: l’impossibilità da parte dei vigili del fuoco di cercare di salvare una vita.


I fatti di Genova: lunedì 9 aprile, intorno alle 10 Mohamed Yacine, cittadino franco-algerino di 34 anni residente a Grenoble, si arrampica sul parapetto del ponte monumentale di corso Podestà. Vuole farla finita. Una ragazza tenta in francese di convincerlo a desistere, il traffico viene bloccato, i vigili del fuoco cercano di raggiungerlo con un’autoscala, perché il comando di Genova non dispone del cosiddetto “cuscino per alienati”, il grande materasso gonfiabile utilizzato in casi del genere per annullare i danni da caduta. I vigili del fuoco di Genova sono costretti a chiedere aiuto ai colleghi di Savona. Il cuscino per alienati loro ce l’hanno e partono subito, ma non arriveranno mai in tempo.

Mohamed Yacine si sposta per mettere fuori gioco l’autoscala, fuma una sigaretta, poi si lancia.


È morto nonostante una squadra dei vigili del fuoco fosse presente con autoscala al seguito, nonostante il soccorso sanitario sul posto, nonostante le forze dell’ordine intervenute per dare gli spazi necessari per intervenire. Cosa mancava? Lo strumento, appunto, che poteva darci quantomeno la possibilità di tentare di salvare una vita.


Un salto nel vuoto, gli sguardi attoniti, la rabbia perché impotenti, ecco i sentimenti che si sono mescolati tra chi, operatore o cittadino, ha assistito al gesto. La domanda sorge spontanea: si poteva evitare? Certo che sì. In ben due modi.


1) Secondo il Dipartimento un vigile del fuoco avrebbe potuto lanciarsi nel vuoto cercando di afferrarlo; in alternativa tutti i vigili presenti avrebbero potuto sdraiarsi a terra per attutire l’impatto. Avremmo anche potuto far arrivare sul posto un materasso gonfiabile da luna park, gli stessi che sono molto amati dai bambini. Oppure usare certi “palloni gonfiati” dall’ego smisurato.


2) Secondo l’USB sarebbe bastato che il comando di Genova, città capoluogo di regione, porto commerciale e turistico, dotata di aeroporto, di industrie, avesse a disposizione un banale “cuscino per alienati”.



Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco  USB