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RSU, con USB non per farsi contare ma per contare veramente

Nazionale -

Le RSU sempre più sembrano essere diventate una stanca conta sindacale per ridefinire i rapporti  di forza tra le organizzazioni sindacali. Noi riteniamo che non possa e non debba essere così. I lavoratori pubblici non possono permetterselo. I lavoratori della Ricerca ancora meno di altri.


L'ultimo rinnovo contrattuale infatti ha determinato un sostanziale arretramento sul piano dei diritti grazie all'inserimento nei CCNL di tutte le norme di ispirazione brunettiana e un'elemosina in luogo dei legittimi aumenti salariali. Il nostro contratto oltre a questi elementi generali, segna l'inizio dell'omologazione del settore Ricerca al resto del pubblico impiego con la conseguente perdita di tutte le caratteristiche e peculiarità determinanti per il buon funzionamento del settore.


E allora la scelta è se votare sulla base dell'amicizia con il collega candidato o riappropriarci del diritto di scegliere, del diritto di contare.
Votare USB significa proprio questo. Decidere, incidere, in sostanza contare, invece di essere contati. Lottare e lavorare tutti insieme per riprenderci il comparto e con esso una carriera e salari dignitosi.


Vi chiediamo di votare USB sulla base di quello che abbiamo fatto finora, delle nostre battaglie perché se si vuole contare non bisogna piatire la considerazione delle controparti. Serve lottare proporre, far scoppiare contraddizioni e saperle sfruttarle.


In questa fase tutto questo diventa cruciale. Il nuovo CCNL decreta la fine della ricerca libera e la definitiva agenzializzazione degli enti. Un processo al quale bisogna opporsi da subito, a cominciare dalle elezioni RSU, per bocciare sonoramente chi di questo contratto si è reso complice sin dall'inglobamento della Ricerca nel comparto Scuola, passando per il nefasto accordo del 30 novembre, fino alla firma sul pessimo testo prodotto da una trattativa antidemocratica e monopolizzata dai sindacati della scuola, con gli stessi cgilcisluil della ricerca ridotti a meri spettatori.  Ma anche per costituire delle RSU nei posti di lavoro che siano base su cui costruire l'opposizione al progetto di annichilimento della ricerca pubblica alimentato dalla complicità di CGILCISLUIL.


Noi vogliamo che le RSU contino davvero, perché i lavoratori devono contare. E non discriminando gli elettori del Cnr, dell’Enea, dell’Indire, dell’Ispra, dell’Istat o dell'Inaf che saranno gli unici, nel milione di lavoratori del comparto, a non eleggere una rappresentanza che sieda al tavolo per decidere il salario, i passaggi di livello o i criteri di stabilizzazione. Un diritto negato solo perché dipendenti di ente ‘plurisede'. Il voto di questi lavoratori andranno esclusivamente ad alimentare le burocrazie sindacali di CGILCISLUIL, le stesse che gli hanno negato il diritto ad un voto “pesante”. Numeri. Questo saranno gli elettori e i candidati di cgilcisluil in questi enti. Numeri. Ma sta a questi lavoratori decidere se far pesare o meno il proprio voto. Votando il sindacato alternativo o decidendo per un’astensione consapevole. Così il proprio voto non/voto peserà di più.


Perché queste elezioni RSU non sono affatto le “solite RSU”.  E ognuno di noi deve agire di conseguenza.


Non sono le solite RSU, sono molto di più. Sono le RSU che possono decidere di mandare a casa chi ci farà pagare ancora la tassa sulla malattia, chi acconsente che il dirigente amministrativo ci neghi la libertà di pubblicare, chi sarà complice dell'Amministrazione nel decidere chi “meritocraticamente” perderà il fondo accessorio e la minoranza che se lo vedrà aumentare, chi nega le stabilizzazioni impedendo la conversione tempo indeterminato del tempo determinato.


Sono le RSU che possono essere punto di partenza per ridare centralità alla Ricerca,  riconquistare il comparto autonomo di contrattazione, stabilizzare tutti i precari e impedire che il precariato venga nuovamente alimentato, per riconoscere ai lavoratori della ricerca il ruolo che gli compete nel Paese.
Serve dare ora un messaggio di cambiamento forte. Per non essere piccoli numeri dispersi nel milione della scuola.


Per non permettergli di contarci. Ma ritornando a contare.


Il 17-18-19 aprile manda a casa chi sta svendendo la Ricerca Pubblica. Manda a casa CGILCISLUIL!



Unione Sindacale di Base