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ARES 118 Roma, blackout informatici, forti ritardi e disagi per l'introduzione della nuova piattaforma

Roma -

Non bastavano le difficoltà per l'attivazione del Numero Unico di Emergenza, alcune delle quali non ancora risolte, soprattutto nella comunicazione con gli altri enti: da alcuni giorni lavoratrici e lavoratori del 118 riferiscono forti disagi e ritardi nelle procedure, dovute all'inserimento della nuova piattaforma informatica nella centrale 118 di Roma e Provincia.

Sabato ci sono stati due blackout nel sistema e di conseguenza i collegamenti informatici con il NUE e telefonici con i mezzi di soccorso sono saltati; dopodiché gli operatori sono dovuti tornare al sistema cartaceo e successivamente al vecchio sistema.

Come se non bastasse, alla partenza della nuova piattaforma informatica, i recapiti delle ambulanze inseriti sul programma non erano corretti e gli operatori della centrale operativa si sono trovati a non sapere chi stessero chiamando per l'attivazione sulle emergenze.

Gli infermieri impiegati presso la Centrale Operativa segnalano che il nuovo sistema anziché essere migliorativo allunga i tempi di gestione e quindi ritardai i tempi di attivazione dei mezzi di soccorso.

Di tutto quello che è successo e che non dubitiamo si ripeterà se il sistema non verrà modificato, rischiano di risponderne gli operatori, ai quali dovremmo essere tutti riconoscenti per la professionalità che hanno dimostrato in questa situazione con il loro lucido impegno, cercando di limitare il più possibile i disagi all'utenza e facendo funzionare la macchina dei soccorsi nonostante la follia dell’amministrazione.  Gli operatori, infatti, avevano previsto, comunicandolo anche formalmente all'azienda, quello che sarebbe successo introducendo un nuovo sistema  senza le modifiche richieste  e senza la sperimentazione dovuta. Ma l’amministrazione ha deciso di partire a tutti i costi.

Insomma, ci troviamo di nuovo di fronte a un mega-appalto del costo di milioni, dopo quello per le radio, per avere un sistema che non riesce ad adattarsi alla realtà quotidiana dell'emergenza.

Nessuno si azzardi a dire come è avvenuto per radio e Numero Unico di Emergenza, che il sistema non funziona per colpa di lavoratrici e lavoratori. Non vorremmo che essi si trovassero, di nuovo, a dover rispondere anche con propri avvocati ai ritardi dovuti a probabili bug di sistema.
Le responsabilità degli eventuali eventi  avversi accaduti in questi giorni sono tutte in capo ai vertici regionali e aziendali, che hanno voluto, a tutti i costi, accettare un prodotto a quanto pare immodificabile, della società vincitrice dell'appalto.


p. USB Ares 118
Cristina Girardet