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Il governo cancella il problema casa e continua con le dismissioni del patrimonio pubblico. Le uniche misure sono nel Decreto Salvini: sfratti, sgomberi e repressione

Nazionale -

Anche nel Documento sulla manovra economica per il 2019 non ci sono segnali di inversione di tendenza sulla questione abitativa. Come già nel Contratto di Governo tra Di Maio e Salvini, anche nel DEF il problema della casa semplicemente non c'è.


E' vero che nella finanziaria di quest'anno si torna a parlare di investimenti pubblici, dopo decenni di tagli e di privatizzazioni, ma sul fronte degli alloggi per le fasce più deboli continua a non esserci niente. Anzi, si continuerà a “valorizzare” il patrimonio immobiliare pubblico, cioè a venderlo per fare cassa, esattamente come hanno fatto in questi anni gli altri governi di centrodestra e di centrosinistra.


Possibile che quando si parla di investimenti pubblici non venga in mente di investire nell'edilizia economica e popolare, che costituisce l'unica grande opera che in tutto il paese è sentita come urgente e che non troverà mai l'opposizione di nessuna comunità locale? Possibile che i tre milioni di famiglie che l'ISTAT censisce in sofferenza alloggiativa non rappresentino un problema sul quale intervenire?


La risposta purtroppo sta nella approvazione unanime del Decreto Salvini che non solo si accanisce contro i migranti ma colpisce con pesanti sanzioni penali chi lotta per difendere il diritto alla casa come i diritti dei lavoratori.
Per chi vive il problema della casa il DEF appena pubblicato e il Decreto Salvini sull'immigrazione sono le due facce della stessa medaglia: nessuna risposta concreta e repressione contro chi lotta.

20 ottobre a Roma
Manifestazione nazionale

per un Piano nazionale per l'edilizia economica e popolare
vogliamo un milione di case popolari attraverso il recupero del patrimonio sfitto
No al decreto Salvini e all'attacco alle lotte sociali



Asia Usb