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PENSIONI: GARANTIRNE IL POTERE D’ACQUISTO VIA DAL LAVORO CON 35 ANNI DI CONTRIBUTI O CON 60 ANNI DI ETÀ

Roma -

“Abbiamo ribadito al Governo che il problema principale sui trattamenti pensionistici è quello di garantire il mantenimento del potere di acquisto agganciando le pensioni all’inflazione e alla variazione delle retribuzioni”, così Piergiorgio Tiboni, Coordinatore nazionale della CUB al tavolo di confronto fra Governo e parti sociali.

 

“La CUB ha insistito affinché il Governo non prosegua nelle scelte già compiute con la Finanziaria e reperisca risorse aggiuntive per evitare che il risanamento dei conti pubblici ricada ancora una volta sulle spalle di lavoratori e pensionati. Dal canto nostro abbiamo avanzato tre proposte: aumenti, non solo delle minime, ma per tutte le pensioni in essere; rivalutazione periodica delle pensioni e garanzia per i futuri pensionati di cessare il lavoro con 35 anni di contributi o con il requisito di 60 anni di età, mentre per chi svolge attività gravose devono essere sufficienti 35 anni di contributi senza altri requisiti”.

 

“Rimane nodale per la CUB il problema della precarietà”, continua Tiboni. “Abbiamo affermato la necessità di  limitare i casi per i quali è possibile il ricorso a contratti temporanei, mentre è prioritario istituire forme di sostegno al reddito, non solo in termini economici ma anche di accesso ai servizi”.

 

“Abbiamo inoltre ritenuto importante evidenziare le problematiche che investono soprattutto le lavoratrici, proponendo la conferma o la revoca scritta delle lettere di dimissioni che spesso vengono fatte sottoscrivere al momento dell’assunzione. Abbiamo proposto i contributi figurativi per le cure parentali, ed un orario di lavoro che favorisca la cura dei figli”, conclude l’esponente CUB.

CUB Confederazione Unitaria di Base