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Nuova Crisi Alitalia: USB, il Governo rompa con gli errori del passato, anche con azioni straordinarie se necessario.

Basta perdere posti di lavoro nel trasporto aereo.

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Nel giorno in cui il Governo incontra la dirigenza Alitalia, USB ha comunicato all’Esecutivo la propria profonda preoccupazione per la drammatizzazione della situazione e gli annunci stampa riguardanti sostanziali e traumatici interventi sul fattore lavoro. Solo due anni fa, fu lo stesso Governo italiano a farsi  garante degli accordi che accolsero puntualmente tutte, ripetiamo tutte, le durissime condizioni occupazionali e di costo imposte dal socio industriale allora entrante, Etihad Airways. Per questo, dobbiamo interrogarci su come sia possibile che la situazione sia di nuovo disastrosa nonostante non ci siano state situazioni specifiche che abbiano influenzato la vita della Compagnia – dichiara Francesco Staccioli dell’esecutivo di Usb Lavoro Privato.

 

E’ ormai chiaro da molto tempo che il rilancio di Alitalia passi attraverso investimenti su aeromobili di lungo raggio, che l'accesso al mercato sia condizionato negativamente dall'attuale alleanza mentre l'assenza di un quadro regolatore unico per tutti gli operatori del settore, sta minando alle basi l'industria nazionale in un settore che, ricordiamo, nel 2015 in Italia ha quasi raggiunto la soglia dei 160 milioni di passeggeri. Per questi motivi, USB Lavoro Privato non solo ribadisce la condanna di una gestione aziendale rivelatasi evidentemente fallimentare, ma sottolinea anche come i governi che si sono succeduti dopo il fallimento della Alitalia-Lai nel 2008, abbiano scelto di lasciare questo settore in una ultra-deregulation che continua a produrre risultati nefasti per il Paese – continua Staccioli

 

Questa deve essere l’occasione per affrontare i nodi vitali per la sopravvivenza e il rilancio di Alitalia in totale discontinuità con le gestioni e le politiche industriali del passato. E’ chiaro che per recuperare gli errori commessi e il tempo perduto, garantendo gli investimenti necessari per l'indispensabile riconversione aziendale e produrre finalmente un quadro regolatore occorra coraggio, risorse economiche e molto tempo. Per questo il Governo dovrà valutare tutte le opportune misure, anche di carattere straordinario se necessario come la nazionalizzazione, pena il definitivo abbandono di un settore strategico e le inevitabili conseguenze sociali – insiste il sindacalista Usb.

 

USB Lavoro Privato riterrebbe impercorribile, oltre che un ulteriore madornale errore, scaricare ancora sul fattore lavoro problemi del tutto estranei alle maestranze che non solo hanno già contribuito con migliaia di licenziamenti (si è passati da 22.000 unità del 2008 alle 12.500 attuali) e tagli salariali e ai diritti, ma che rappresentano allo stato l'unico vero patrimonio di cui dispone Alitalia Sai – conclude Staccioli.