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LETTERA APERTA A GIOVANNA VITALE

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Di “giornalismo pressapochista” sono  lastricate le strade dell’informazione nazionale. Per questo, basta gridare allo scandalo, montando la “protesta del tutti contro tutti”, uscendo con i titoloni sui netturbini – notoriamente “nullafacenti” e che per di più ricevono anche un aumento stipendiale. La logica di brunettiana memoria dell’attacco ai dipendenti dei servizi pubblici è tutta dentro il livore e la superficialità con cui è stato trattato l’argomento pubblicato oggi su repubblica Roma, a firma Giovanna Vitale.

Poco importa se il nuovo CCNL nazionale – quello che prevede l’aumento di due ore settimanali a parità di salario – è stato bocciato sonoramente, non solo in Ama, ma in tutte le grandi aziende pubbliche e private italiane; poco importa se contro quel CCNL stanno combattendo RSU e delegati sindacali che non hanno accettato la logica del "lavorare di più e guadagnare di meno" contenuta nel contratto sottofirmato da CGIL, CISL, UIL e FIADEL, incuranti del dissenso.

USB ha condotto e sta conducendo una lotta contro gli elementi negativi del CCNL nazionale e si siede a tutti i tavoli aziendali, dove è presente nelle RSU, per contrastare il peggioramento delle condizioni materiali che questo contratto introduce. Un finto aumento contrattuale, pari ad un piatto di lenticchie, che le aziende del settore si riprendono con gli interessi, dopo aver prodotto utili per 1,4 miliardi di euro solo nel 2015. E ai lavoratori, che portano avanti il servizio tra mille difficoltà, cosa è arrivato?

Solo per fare qualche esempio, agli 85.000 lavoratori del settore hanno imposto un prelievo forzoso di 30 euro cadauno (per un ammontare di 2.550.000 euro) che finiranno nei fondi integrativi gestiti da Utilitalia e Fise in collaborazione con i sindacati firmatari del contratto; 70 euro lordi mensili per 8,6 ore di lavoro in più al mese;  introduzione di un sottolivello di inquadramento con relativo abbassamento della retribuzione; un aumento delle trattenute sulla malattia breve; l'azzeramento delle tutele dei lavoratori come l'art. 18 e il diritto di sciopero;

Nelle sole tasche dell'Ama tutto questo produrrà un guadagno di circa 7.500.000 euro annui.

Poi, c’è la vicenda “dirigenti”, sulla quale avremmo molto da dire, ma non con ”battute da bar”.

Ma questo alla signora Vitale non interessa….. fa “più tiratura” scrivere che ancora una volta Roma è sporca perché i netturbini lavorano poco e sono pagati troppo…..

Un quotidiano di antico spessore informativo ha ancora interesse ad approfondire il tema?

Se sì, noi siamo disponibili, perché abbiamo una nostra proposta articolata e compiuta che abbiamo presentato, da ultimo, anche alla nuova amministrazione – alla quale non abbiamo tirato alcuna volata – ma alla quale presentiamo quotidianamente “i conti”.

Diversamente, dovremo con dispiacere sommo prendere atto che il giornalismo d’inchiesta degli anni passati – che ha avuto grande funzione di denuncia sociale – è finito…

Ma noi continueremo comunque la lotta, per migliori servizi pubblici, per una AMA migliore, e per garantire salute, sicurezza e condizioni materiali decenti ai lavoratori ed alle lavoratrici che vi lavorano.


Riferimento
Fabiola Bravi
f.bravi@usb.it