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RIFORMA CAMERE DI COMMERCIO: LA REGIONE TOSCANA ACCOGLIE L’INVITO DI USB, E FA RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Con il decreto legislativo 25 novembre 2016 n.219, il Governo ha approvato la riforma “lacrime e sangue” del sistema camerale, ed ha delegato ad Unioncamere, la formulazione di una proposta di riordino del sistema camerale italiano.

Abbiamo sempre pensato che il decreto contenesse diversi profili di illegittimità costituzionale - dichiara Gilberto Gini dell’esecutivo nazionale di USB P.I. Enti Locali - ed abbiamo invitato e sollecitato più volte le regioni ad intraprendere la procedura d’impugnazione dell’atto, davanti alla Corte Costituzionale.

Apprendiamo con piacere che, durante la seduta della Giunta Regionale Toscana del 10 gennaio 2017, si è deliberato di autorizzare il presidente protempore della giunta stessa, ad impugnare il decreto legislativo 25 novembre 2016 n.219 alla Corte Costituzionale - continua Gini.

Finalmente qualcuno ha raccolto il nostro invito – continua il sindacalista – il decreto è stato approvato senza intesa con la conferenza Stato-Regioni, in violazione del principio di leale collaborazione, ed è stata imposta una riduzione del numero delle camere di commercio in ogni regione, che mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro.

In attesa della pronuncia della Corte, USB continuerà la propria battaglia in difesa dei lavoratori del sistema camerale, chiederemo ad Unioncamere di fermare i processi di messa in liquidazione delle Unioni Regionali, che sono iniziati unilateralmente senza accordi con le organizzazioni sindacali, ed un incontro immediato al Ministero dello Sviluppo Economico – conclude Gini.



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Gilberto Gini

g.gini@usb.it