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Sistema appalti scuole “belle”. Lavoratori schiavizzati e persino “dati in prestito”

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Le aziende e i sindacati collaborativi se le inventano tutte pur di continuare a stare in gioco nella partita appalti scuola, sempre più evidentemente foriera di sprechi, illegalità, sfruttamento e peggioramento delle condizioni lavorative degli addetti e riduzione continua della qualità dei servizi.

 

Pur di sfuggire all’evidenza dell’inadeguatezza di tale sistema agli interessi dei lavoratori e del mondo della scuola, chi “accorda” la perdita di diritti continua a far danni consentendo di far galleggiare un sistema che fa acqua da tutte le parti pur di garantirsi utili e benefici che non vanno alla collettività e vengono ottenuti sulla pelle dei lavoratori.

 

Tra dicembre 2016 e la Befana si sono inventati infatti l’ennesimo accordo truffa che vede la possibilità di utilizzare, a piacimento delle aziende e per coprire il blocco degli affidamenti dei nuovi lavori di manutenzione, ferie e rol (permessi) perfino quelli non ancora maturati e persino il “distacco in comando temporaneo” a fronte del blocco delle autorizzazioni al subappalto.

 

Evidentemente il “bastone” del fondo di solidarietà, e il debito ferie e permessi non bastava ed ora, chi dovrebbe avere il ruolo di difendere gli interessi dei lavoratori almeno per definizione – “sindacato” – accorda alle aziende anche il prestito.

 
Non è accettabile il menefreghismo con cui si continuano a far pagare ai lavoratori gli “impicci” delle  aziende e consorzi vari, nello specifico come accaduto per il Consorzio Nazionale Servizi, Manutencoop e gli altri, sanzionati dall’Antitrust perché si sono “spartiti”  l’appalto sulle pulizie, la manutenzione e il decoro delle “scuole belle” del governo Renzi, pur di dare fiato e continuare a far fatturare aziende e consorzi condannati dalle autorità garanti per aver fatto cartello, e che rischiano, con la perdita degli affidamenti dovuta alle loro condotte poco trasparenti di affondare, portandosi dietro e mandando a fondo i lavoratori volutamente incatenati in questo meccanismo infernale sostenuto dai poteri privati e sindacati collaborativi.

A fronte di un sistema poco efficace e controproducente nei confronti della collettività, della scuola e dei lavoratori, l’Unione Sindacale di Base ritiene sia improrogabile che il governo e le istituzioni tornino a ragionare a favore del bene pubblico, della legalità e della difesa dei lavoratori.

 

Ormai è evidente che il sistema Consip abbia fallito e questo fallimento non può continuare a pesare sulla pelle dei lavoratori che non hanno più nulla da dare visto che gli tolgono pure le ferie non maturate e che vengono rimpallati, dati in prestito, affittati tra un’azienda e un’altra, mentre continuano gli abusi e lo sfruttamento.

 

La soluzione, lo dicono i fatti, può essere solo una, quella di chiedere urgenti provvedimenti per affermare pieno riconoscimento dei diritti ai lavoratori che, da ex Lavoratori Socialmente Utili e da dipendenti storici degli appalti stanno da oltre 20 anni nelle scuole, con l’assunzione diretta di questi operatori negli organici scolastici del personale Amministrativo Tecnico Ausiliario, per dare finalmente stabilità al lavoro, contro lo sperpero e la corruzione!

 USB Lavoro Privato