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Roma, via dell'Aeroporto 129

23 febbraio 2017 sciopero del Trasporto Aereo. Basta crisi!

Alla crescita del settore devono corrispondere occupazione, un vero contratto nazionale e regole comuni per tutte le aziende.

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Poco meno di un mese fa Assaeroporti ha pubblicato i dati relativi al 2016 per quanto riguarda il Trasporto Aereo:+4,9% di passeggeri e +5,9% per le merci – afferma Francesco Staccioli dell'Esecutivo nazionale di USB Lavoro Privato - incrementi che avrebbero dovuto produrre più posti di lavoro: invece è crisi con ulteriori problemi occupazionali.


USB chiede che le criticità e le crisi in atto si affrontino complessivamente e si proceda alla nazionalizzazione degli asset più importanti e strategici, - continua il sindacalista USB - rilanciando altresì quella riforma degli aeroporti di cui si sono perse le tracce da mesi. Vogliamo un sistema di regole valido e applicabile per qualunque operatore in modo da interrompere il dumping sociale e la competizione sleale che producono poi automaticamente tagli occupazionali e peggiori condizioni di lavoro. Vogliamo che gli aeroporti, in molti casi le “fabbriche” più grandi dei territori dove sono collocati, diventino il luogo dove sperimentare sviluppo, occupazione, formazione e crescita professionale, tutelando la salute e la sicurezza dei lavoratori. Vogliamo l’estensione di un reale contratto nazionale che tuteli la dignità e la progressione di anzianità, partendo dall'assunto che a parità di mansioni deve essere previsto un trattamento uguale per tutti.
Questi sono i punti fondanti della nostra piattaforma per il trasporto aereo – insiste il rappresentante USDB – e per questo il 23 febbraio si sciopererà contemporaneamente in tantissime realtà del trasporto aereo italiano:
24 ore nel gruppo Alitalia e nella società Sea;
4 ore dalle 14 .00 alle 18.00 in Meridiana, in Airport Handling degli aeroporti milanesi;
4 ore stesso orario negli aeroporti di Bologna, Pisa, Firenze, e Lamezia Terme;
4 ore dalle 11.00 alle 15.00 all’aeroporto di Napoli.


Si tratta di scioperi che interessano anche problematiche e vertenze aziendali – conclude Staccioli - ma che vanno oltre la dimensione locale, perché uniscono i lavoratori in una forte e urgente richiesta: affrontare i nodi che stanno distruggendo un settore vitale per lo sviluppo dell'economia nazionale e producendo un disastro sociale enorme che negli ultimi anni è stato già pagato con migliaia di licenziamenti.