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All'INAPP (ex ISFOL) licenziamento dei precari storici: 170 a rischio da aprile.

Roma -

Gentiloni peggio di Berlusconi?

Dal 1 aprile 170 lavoratori dell'INAPP rischiano di rimanere senza stipendio. E' concreto il pericolo del licenziamento.

L’INAPP (ex ISFOL) Ente Pubblico di Ricerca vigilato dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali rischia nei prossimi giorni di licenziare i suoi precari storici per conto del Ministro Poletti. Il Jobs Act e la riforma delle politiche attive del lavoro (150/2015) in esso contenuta ha infatti previsto che il Ministero del Lavoro devolvesse tutte le sue risorse finanziarie e poteri decisionali in tema di lavoro alla neo Agenzia ANPAL. Era evidente che questo nuovo assetto avrebbe ulteriormente precarizzato l’INAPP in quanto sostenuto finanziariamente da un Ministero ormai senza portafoglio, dichiara Mari Enrico responsabile USB P.I. dell’INAPP.

"Non possiamo accettare che l’inerzia del ministro Poletti porti al tracoloo funzionale ed economico l’INAPP. Dal primo aprile, 170, dei 190 lavoratori storici a tempo determinato dell'ente, rischiano lo stipendio e il licenziamento. Mai peggio di così nel dicastero oggi guidato da Poletti. E come non “udire” l’assordante silenzio del governo ed in particolare del presidente Gentiloni? Peggio di Berlusconi? USB reagirà con durezza a questa situazione. Abbiamo combattuto il Jobs act in piazza, abbiamo sconfitto Renzi nelle urne referendarie e non permetteremo che un'agenzia, sul cui ruolo dopo l’esito del referendum del 4 dicembre il governo dovrebbe aprire una seria discussione, possa condizionare la vita di centinaia di precari e di un Ente necessario alla committenza sociale”. "Il governo e il partito di maggioranza relativa devono da subito dimostrare che sono diversi da coloro che tentarono di chiudere un ente scomodo, ma proprio per questo necessario. Domani in assemblea determineremo le iniziative di mobilitazione come ai tempi di Berlusconi e costringeremo il Presidente del Consiglio ad intervenire" conclude Mari.