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RICERCA: INAPP E ISPRA SULL'ORLO DEL BARATRO CENTINAIA DI PRECARI A RISCHIO LICENZIAMENTO

Roma -

USB, consegnata lettera al Pd per Gentiloni, il 30 marzo in piazza per la stabilizzazione dei precari

 

 
INAPP ed ISPRA sono vicini al baratro economico ed sociale. Sono  previsti licenziamenti dei lavoratori precari (170 dal primo aprile all’INAPP) e blocco delle funzioni. Due vicende quelle di INAPP e ISPRA che, seppure a prima vista possono sembrare diverse, danno entrambe il segno dello stato in cui è stata ridotta la Ricerca Pubblica. Nessuna programmazione e un'approssimazione nelle scelte dei Ministeri vigilanti che stanno producendo danni sia al personale che agli enti.

 

All’INAPP il neo presidente Sacchi, dopo gli annunci di grandi progetti successivi alla nomina, oggi non ha mezzi neanche per prorogare i precari storici in stabilizzazione. In meno di una settimana saranno sbattuti fuori dall’ente che hanno costruito con la loro professionalità. Domani, invece, il Senato approverà la designazione di Stefano Laporta a Presidente dell’ISPRA, attuale direttore generale del principale ente di ricerca ambientale e responsabile insieme al Ministro Galletti del lento e, sembra, inesorabile declino dell'ente che coinvolge inevitabilmente il personale.

 

Siamo stanchi di questo teatrino. Gentiloni quale capo del Governo deve prendere in mano la situazione ed andare oltre Poletti e Galletti che rischiano di dilapidare il patrimonio professionale rappresentato dai due enti di Ricerca da loro vigilati. Siamo certi che il parlamento su queste tematiche saprà rispondere. Per questo oggi con un manipolo di lavoratori precari dei due enti, emblema di una ricerca precaria, siamo venuti al PD, partito di maggioranza e del premier per presentare una lettera e chiedere un incontro ai capigruppi di Camera e Senato per tracciare una via di uscita alla crisi determinata dal vuoto politico dei Ministri.

 

Servono investimenti per entrambi gli  enti e la riscrittura della norma per la stabilizzazione dei precari presentato dal Ministro Madia nello schema di decreto legislativo di modifica del testo unico del pubblico impiego, che ad oggi nella ricerca non stabilizzerebbe nessuno o quasi, per restituire alla collettività la ricerca sociale ed ambientale rilanciata. Questo consentirebbe anche di poter verificare l'adeguatezza delle dirigenze dei due enti in presenza degli strumenti economici e normativi. La rabbia dei lavoratori è tanta quanto la loro determinazione e USB la porterà in piazza a partire dalla Manifestazione del 29 marzo con l’INAPP in presidio al Ministero del lavoro e il 30 marzo con la manifestazione nazionale del precariato al Ministero della Funzione Pubblica.