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Si è svolto il 1° Congresso USB Pensionati della Sardegna aderenti alla Federazione Sindacale di Base.

Cagliari -

La partecipazione al dibattito congressuale è stata qualitativamente molto interessante. Unanimemente si è convenuto che l'uscita dal modo del lavoro non può essere vissuta come la fine della socializzazione e della propria funzione. Sentirsi come una scoria industriale vuol dire subire l'ideologia produttivistica del capitale, accettare un processo progressivo di emarginazione e di annientamento sociale. Se il luogo di aggregazione sociale non è più il posto di lavoro, lo diventa il territorio dove il pensionato vive le proprie contraddizioni insieme ad interi settori sociali. La condizione di utente di tutti i servizi pubblici fa del pensionato il soggetto sul quale sia abbattono le politiche sociali dei governi e alla contrattazione di posto di lavoro si sostituisce inevitabilmente quella sociale. Ridare soggettività sociale strutturata e organizzata ai pensionati, inserendoli in un progetto di ricomposizione sociale a difesa dei diritti attaccati e, perché no, alla conquista di nuovi.


Gli eletti al Coordinamento Regionale sono:


Boassa Antonello,

Drago Salvatore,

Falzari Franca Maria,

Ghiani Luigi,

Nieddu Giuseppe,

Piludu Enrico,

Rubiu Enrico,

Saba Italo.


Per la realizzazione del progetto programmatico, sono stati costituiti dei gruppi di lavoro tematici che costruiscano il nesso tra l'impegno sociale dichiarato e i problemi sociali reali. Le grandi questioni, di pertinenza nazionale e regionale sulle quali siamo chiamati ad esprimerci sono sicuramente :

 

  • La difesa delle pensioni, del diritto alla pensione per tutti e della previdenza pubblica come istituzione di garanzia per le prestazioni previdenziali. La distruzione della previdenza pubblica va di pari passo con il tentativo di mettere le mani sulle pensioni già erogate. Pensare ad una difesa della propria pensione senza partecipare ad uno scontro sociale che imponga attraverso il diritto alla pensione dignitosa per tutti una ridistribuzione della ricchezza nazionale a favore dei settori di classe.


  • La difesa della sanità pubblica come istituzione di garanzia della salute, di accesso alle cure e diritto all'assistenza. La rinuncia alle cure sta diventando la soluzione della sostenibilità della spesa sanitaria. Una condizione inaccettabile che deve vederci mobilitati fortemente in quanto i pensionati, anche per ovvi motivi di età, sono tra i maggiori fruitori dei servizi sanitari che si voglio privatizzare.


  • La difesa del diritto alla casa dignitosa, all'abitare come rete di servizi intorno alla casa e all'esercizio dei diritti di cittadinanza, quindi trasporti, utenze domestiche, opere di urbanizzazione che tengano conto anche delle persone anziane.


  • La difesa dell'ambiente contro speculazione, inquinamento, devastazione, e, causa dell’aumento di patologie mediche che peggiorano le condizioni di vita, soprattutto, dei pensionati.


  • La difesa dei servizi assistenziali a sostegno della lotta contro la povertà e l'emarginazione.


p. il Coord. Reg.le USB Pensionati

Enrico Rubiu