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Colautti, persecuzione continua. Usb si mobilita a Pavia, Genova, Napoli e Taranto

Nazionale -

Un altro capitolo arricchisce la persecuzione attuata da Wärtsilä, l'azienda produttrice di motori navali per cui lavora a Trieste, nei confronti di Sasha Colautti, che dopo aver lasciato la Fiom Cgil per aderire a Usb è stato trasferito dall’azienda a Taranto, ad appena mille chilometri di distanza. Wärtsilä ha infatti obbligato Sasha a frequentare giovedì 22 un corso sulla sicurezza a Pavia, con l'unico scopo di allontanarlo per due giorni dal presidio che da settimane è presente ai cancelli di Trieste.


Illusi! Se Sasha si muove, anche il presidio si sposta e proseguirà proprio giovedì 22 e proprio a


PAVIA, in piazza della Vittoria dalle 18 alle 20


per continuare a sostenere Colautti in attesa della manifestazione nazionale convocata a Trieste per sabato 24 dall’Unione Sindacale di Base.


E dal momento che la mobilitazione in difesa di Sasha e dei diritti dei lavoratori è sempre più ampia, proseguiremo la lotta venerdì 23 con tre presidi davanti alle sedi italiane di Wärtsilä. Questi gli appuntamenti:

 

  • GENOVA ore 9,30 in via Molo Giano


  • NAPOLI ore 10 in Calata Porta di Massa


  • TARANTO ore 10,30 in via Mar Piccolo


Non bastasse, anche la Federazione Sindacale Mondiale ha già comunicato a Wärtsilä, con una lettera ufficiale, di essere pronta alla mobilitazione a sostegno di Sasha Colautti in tutti i paesi nei quali la multinazionale è presente.


Il fatto che Wärtsilä invece di reintegrare Sasha nella propria postazione di lavoro ne disponga il trasferimento a 1000 km di distanza testimonia il terrore dell’azienda verso un dipendente che non mancherà di lottare per difendere i diritti propri e dei colleghi.

È doppiamente significativo che questo atto di arroganza arrivi a solo due giorni dell’incidente mortale avvenuto nello stabilimento triestino, e qualche giorno dopo l’annuncio dello stesso Sasha di adesione all’Unione Sindacale di Base. Evidentemente per Wärtsilä a Trieste c’è spazio solo per i sindacalisti concertativi e “compatibili” con le politiche aziendali di intensificazione dei ritmi e dello sfruttamento, anche a scapito della sicurezza.

SOSTENIAMO SASHA CHIEDENDO IL RITIRO DI QUESTO INACCETTABILE PROVVEDIMENTO ANTISINDACALE

Unione Sindacale di Base