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VAI IN VACANZA? TI OCCUPO LA STANZA. I RICERCATORI DELL'ISPRA PRENDONO IL COMANDO

Nazionale -

Ormai a più riprese si denuncia all’opinione pubblica, ai diretti interessati e alla politica, che a dire il vero comincia a rispondere, lo stato di abbandono coatto in cui il personale dell’ISPRA è costretto a lavorare. Mentre i semplici dipendenti svolgono quel lavoro di promozione dell’Istituto per cui altri sono profumatamente pagati, e sacrificando permessi, ferie, vita privata sostengono l’occupazione dell’ISPRA, il presidente designato Stefano Laporta, ancora nel suo ruolo di Direttore Generale, continua la politica dello struzzo negando le proprie gravi, decennali, manchevolezze. Di più! Parte per le ferie lasciando l’Istituto privo di vertici. Anche se, a dire il vero, a stento si coglie la differenza.
Parte senza aver dato indicazioni ai suoi dipendenti in scadenza di contratto, ma avendo cura  di militarizzare la disciplina delle presenze e delle assenze. Dei contenuti non c’è traccia, del resto i dipendenti compresi i precari non sono considerati la ricchezza propulsiva dell’Istituto ma solo un fastidio che si è costretti a sopportare in cambio di un stipendio da nababbo se confrontato con quello dei dipendenti stessi. Un gesto di apertura, un pallido accenno di buon senso? Niente affatto: si richiamano pseudo pareri e si citano le norme solo se l’interpretazione è funzionale a vessare ed umiliare ulteriormente i lavoratori.
Questa la linea politica da oramai dieci anni. Questa la base della nuova? Nessuno si illuda di poter essere salvato se non con le proprie forze. Gli stessi dirigenti, filtro fra Amministrazione e dipendenti, da dieci anni accettano questa disastrosa situazione; qualcuno complice e qualcuno a proprio stesso discapito.
Ecco perché i precari dell’Ispra oggi hanno occupato temporaneamente la stanza, vuota, del presidente, prendendo simbolicamente le redini di un istituto abbandonato. Non resta che unirvi a noi, che siamo al 37° giorno di occupazione, decisi a non mollare sino a che non ci saranno interventi finanziari tali da recuperare il deficit di bilancio e per consentire la stabilizzazione dei 93 colleghi precari, i primi 35 dei quali saranno espulsi dal posto di lavoro venerdì 30, quando. saremo al ministero del Lavoro per il tentativo di conciliazione dello sciopero che intendiamo organizzare contro questa situazione.
Perché l’Istituto è fatto da noi e perché il nostro datore di lavoro è la collettività!

USB Pubblico Impiego