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Vigili del Fuoco Usb: il disastro Madia, emergenza nazionale

Nazionale -

Sospiro di sollievo: l’Italia oggi brucia in modalità standard. È passata la tempesta di fuoco che ha incenerito in meno di un mese la stessa superficie andata in fumo nel 2016. Tutti contenti: il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio che magnifica il lavoro svolto ed è già è proiettato sulle alluvioni autunnali; il capo del Governo Paolo Gentiloni che si trincera dietro un “io l’avevo detto, le Regioni non mi hanno ascoltato”; i carabinieri di Tullio Del Sette che hanno resistito petto in fuori a chi implorava l’utilizzo dei loro seimila ex Forestali. Arrivando persino ai CC Forestali dei Parchi di non intervenire in caso di incendi boschivi: “Dovete chiamare i vigili del fuoco”.
Correzione: quasi tutti contenti. Scontenti sono i vigili del fuoco, che come grazioso regalo della riforma Madia si sono visti accollare dal 1° gennaio anche l’onere della lotta AIB (Anti Incendi Boschivi). Ovviamente senza rinforzi, dal momento che sono passati nelle loro file solo 360 ex Forestali, oltretutto impediti a intervenire dalla mancanza di decreti attuativi della riforma.
Risultato: giorni di inferno per i pompieri, tutti richiamati o costretti a turni senza fine. Nessuna schiarita all’orizzonte.
Anche noi di Usb, come Gentiloni, lo avevamo detto da tempo. Da troppo tempo. Non c’era la minima possibilità che l’abolizione della Forestale avesse effetti positivi. È stato cancellato un patrimonio di conoscenze e competenze solo per nutrire l’ego ipertrofico dell’Arma. Un’operazione condotta manu militari per costringere la massa degli ex Forestali a un trasloco mirato. Soltanto adesso a qualcuno viene il sospetto che sia stata un’operazione nata male e condotta peggio. C’è chi, nel governo, nella maggioranza e in Parlamento si è fatto venire dei dubbi e ipotizza la revisione della questione, magari con un ddl che riapra la possibilità di transitare da un corpo all’altro. Lo stesso Curcio ha ammesso a La Stampa che qualche ritocchino si potrebbe fare.
Intanto: la grana è dei vigili del fuoco. Non importa che siano sotto organico, non importa che siano oberati di competenze, non importa che avanzino richieste da tempo rigettate sul fronte economico, previdenziale, organizzativo e tecnico. Per il Dipartimento va tutto bene, l’emergenza è stata affrontata senza sforzi, avanti la prossima.
Noi non possiamo accettare questo stato di cose. Ricordiamo a tutti che un vigile fuoco non ha:
- Assicurazione su infortuni
- Assistenza sanitaria
- Assistenza psicologica
- Inail
- Riconoscimento lavoro usurante
- Riconoscimento malattie professionali
- Screening su assunzione di particelle tossiche
- Ricambio di indumenti e attrezzature lavorative
- “Divise” adeguate all’enorme casistica di scenari interventistici
- Copertura legale

In compenso ha:

- Contratto bloccato da 8 anni
- Alimentazione durante il servizio completamente inadeguata al carico di lavoro
- Mancati riconoscimenti economici col progredire della carriera
- Pensione a oltre 60anni

Continueremo la lotta avviata a giugno con lo sciopero del 15 e la manifestazione del 30 a Roma. Per i diritti dei lavoratori e la stabilizzazione dei precari. Nessuno potrà fermarci.

Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco Usb