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ATAC: USB esprime soddisfazione per le dimissioni del direttore generale Rota. Giù le mani dall'ATAC, bene comune di Roma

Nazionale -

Le dimissioni del direttore generale Rota sono una buona notizia, soprattutto alla luce delle vergognose dichiarazioni rese note ieri, nelle quali ancora una volta gli autisti sono stati presentati come i responsabili del dissesto dell'azienda.

    Le accuse di assenteismo si basano sulla solita cattiva abitudine di sommare impropriamente i dati delle malattie, assolutamente nella media, con quelli dei congedi parentali o in base alla legge 104: un giochino utile a mettere in cattiva luce i lavoratori e a mettere al riparo le responsabilità dei dirigenti.

    La tesi rimbalzata sui media secondo cui diversi autisti lavorerebbero soltanto tre ore  è insopportabile: tutti gli autisti e i macchinisti sono vincolati ad un orario di lavoro settimanale di 36 ore e questo è l'unico dato che conta, accanto poi alle tante ore di straordinario accumulate per una evidente carenza di personale operativo.

    Che ATAC abbia accumulato un forte debito è notizia che Rota conosce da prima di assumere l'incarico ed è impensabile che si possa realisticamente rientrare da quel debito continuando ad assicurare il servizio alla città di Roma. Rota sa bene che nessun privato accetterà mai di assumere quel debito e che la privatizzazione dell'azienda non salverà la collettività dal dover ripagare un debito che, come sappiamo, è stato dovuto in larga parte alle ruberie di dirigenti, partiti e aziende private (biglietti clonati, prezzi esagerati per pezzi di ricambio, ecc.). La buona notizia è invece che ATAC ormai non funziona più in perdita ma a Rota questo non basta!

    Assistiamo da mesi ad una pesantissima campagna contro i lavoratori e per la privatizzazione di ATAC, con i radicali ed ora anche il Pd in prima fila a sostenere il “referendum delle bugie”, quello che chiede di passare la palla ai privati tacendo che più del 20% delle corse è già da molti anni in mano ai privati con effetti disastrosi. In questa campagna anche Rota ha voluto dare il suo contributo, peraltro ben retribuito. Le sue dimissioni sono una buona notizia.

Giù le mani dall'ATAC, bene comune di Roma

 

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