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Riforma camere di commercio: il ministro firma il decreto di riordino

Nazionale -

Come da copione, nella più totale indifferenza, messa in atto sistematicamente nel periodo di agosto, il Ministro Calenda ha firmato il decreto di riordino del sistema camerale italiano.


Un decreto lacrime e sangue che in virtù dell’accorpamento delle camere di commercio, riduce il numero complessivo sul territorio italiano, da 95 a 60, che mette in liquidazione le Unioni Regionali nelle regioni che non avranno almeno tre camere di commercio, e che riduce le aziende speciali da 96 a 58 unità.

Se si aggiunge a tutto ciò la riduzione del 50% del diritto annuale, (entrata principale delle camere di commercio), ed una riduzione ingente del patrimonio immobiliare, siamo ad un vero e proprio smantellamento di tutto il sistema camerale.

La rideterminazione delle piante organiche,  da effettuarsi tenendo conto del riassetto dei servizi e delle nuove funzioni che verranno assegnate alle camere, produrrà unità di personale in soprannumero che verrà destinato alla mobilità per la parte pubblica, e agli ammortizzatori sociali per la parte privatistica.


La condivisione dell’impianto del decreto e l’asservimento alla politica, da parte dei sindacati gialli, rappresenta poi la ciliegina sulla torta di una riforma di riordino messa in atto solo per privatizzare i servizi alle imprese. Non è un caso se ben 4 regioni sono ricorse alla Corte Costituzionale e la Conferenza Stato-regioni non si è voluta esprimere in merito al decreto.

L’Unione Sindacale di Base è l’unico sindacato che si opposto al disegno di smantellamento del sistema camerale, come ben evidenziato nella relazione inviata da Unioncamere al Ministro.

Infatti sosteniamo che per rafforzare i servizi alle imprese a livello periferico, è necessario il mantenimento dei presidi territoriali, soprattutto in quelle realtà dove le nuove tecnologie faticano a svilupparsi. Il mantenimento del Servizio Pubblico è fondamentale soprattutto per le piccole e medie imprese che faticano ad insediarsi e ad affermarsi nel nostro Paese.

USB è pronta a dare battaglia, l’autunno che ci attende sarà molto caldo, in attesa della rideterminazione delle piante organiche e dei conseguenti esuberi, proclamiamo lo stato di agitazione di tutto il personale del sistema camerale.

USB P.I. ENTI LOCALI                                                         

COORDINAMENTO NAZIONALE 

CAMERE DI COMMERCIO