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Usb: la Polizia Locale si occupa di prevenzione sul territorio, non di antiterrorismo

Nazionale -

Caro Minniti, cari sindaci
tra l’antiterrorismo e il servizio a tutela del cittadino Usb Polizia locale sceglie di stare dalla parte dei cittadini.
Quasi in concomitanza due tragedie si sono abbattute sulle calde giornate di agosto, in Spagna terroristi uccidono decine di persone, in Italia il terremoto ad Ischia fa riemergere la polemica sulla regolarità delle opere edificate in Italia.
Al terrorismo si risponde militarizzando le città, alzando barriere, e in questa operazione di antiterrorismo governo e sindaci vogliono forzatamente coinvolgere  la Polizia Locale.
USB dice basta a questa mistificazione delle funzioni della polizia locale nei territori comunali. Spostare la Polizia Locale dalle sue tradizionali competenze a compiti di ordine pubblico, vuol dire rinunciare completamente all’idea di poter rilanciare le azioni di prevenzione e controllo di ogni attività che prevede il rispetto di regolamenti e leggi territoriali.
Sono ormai anni che si sta abbandonando la capillare presenza sulle strade urbane di personale della Polizia Locale, i controlli sistematici e programmati di attività commerciali o di cantieri edilizi sono stato ormai sostituiti dalle segnalazioni dei cittadini, e non da una iniziativa propria degli agenti preposti.
Permetteteci di fornire alcuni dati molto significativi:
per incidenti stradali ogni anno ci sono 3500 morti, e nonostante l’art.208 del cds lo preveda le azioni di educazione stradale e di miglioramento della sicurezza delle strade si contano sulle dita.
Per ciò che riguarda l’edilizia studi e ricerche dicono che “gran parte delle case colpite dai disastri ambientali degli ultimi 20 anni erano abusive oppure erano state condonate, se pur costruite senza controlli sulla qualità. Il Consiglio Nazionale delle ricerche ha calcolato che negli ultimi quarant’anni, quasi 5mila italiani hanno perso la vita per frane o alluvioni… Dal 1948 ad oggi in Italia si commettono 203 abusi edilizi al giorno, 74mila all’anno… Il 70% dei comuni sciolti per l’inquinamento malavitoso della pubblica amministrazione, dal 1991 ad oggi, hanno in comune un solo elemento: le mani sul territorio, attraverso l’abusivismo edilizio di massa…”
Sono stati censiti 1.260.000 edifici a rischio frane o alluvioni: fra essi vi sono 6mila scuole e 531 ospedali!
I dati si interpretano da soli. La problematica in questione non è la sola, né sta da sola, anzi, è in buona compagnia: emergenza ambientale non è solo cementificazione selvaggia, per quanto riguarda l’aspetto socio–urbanistico; esiste l’eterna difficoltà, densa sempre di nuovi pericoli, rappresentata dall’emergenza rifiuti (la quale ha una criticità maggiore per quanto riguarda i rifiuti ad altissima tossicità: scorie di tipo industriale, nucleari etc.etc.).
Abbandonando il controllo delle attività  sottoposte a vincoli e regolamenti, avremo continuamente  il ripetersi di tragedie che per numero di morti e per volume di danni alle cose ed alle persone saranno notevolmente più catastrofiche delle azioni terroristiche, dalle quali devono difenderci, esclusivamente gli apparati preposti. (Polizia di stato, Carabinieri, GdF).
USB rifiuta il coinvolgimento della Polizia Locale in queste operazioni che, oltre a non essere di competenza della PL, vede su tutto il territorio nazionale notevoli deficienze strutturali e di preparazione professionali che renderebbero oltremodo inutile il suo impiego.
In Italia il corpo di Polizia Locale,  proprio per lo svolgimento delle proprie mansioni, si configura come la struttura di vigilanza con maggiore capillarità sul territorio. Per citare dei numeri:
144 comuni sono sopra i 50.000 abitanti, 2271 comuni hanno una popolazione che è inclusa tra i 5.000 e i 50.000 abitanti, e 5568 comuni sono abitati da meno di 5.000 abitanti, pari circa al 70% dei comuni italiani.
Da questi dati appare evidente che il personale di Polizia Locale presente in ogni comune e interessato per competenza a molti degli atti emanati dai comuni stessi, per numero e dislocazione è naturalmente collegato alla istituzione dell’Ente Locale.
Naturalmente non possiamo scordarci la diversità della nostra professione che ci porta quotidianamente al confronto con situazioni di forte contrasto con l’utente, perché se è vero che noi dovremmo rappresentare il riferimento “positivo” dell’amministrazione sul territorio, attraverso il lavoro di prevenzione e controllo, è pur vero che l’aggravarsi della condizione sociale in cui versa il paese, ci porta sempre più ad affrontare situazioni di conflitto soprattutto per la nostra prerogativa di irrogare le sanzioni amministrative che colpiscono le tasche del cittadino.
Per questo diventa IMPRESCINDIBILE la necessità della determinazione di un contratto specifico per la Polizia Locale ove si riconoscano l’equo indennizzo, la causa di servizio, la categoria usurante ed un reale monitoraggio della salute degli operatori soprattutto nei Comuni superiori ai 50.000 abitanti

E ANCORA CI PARLATE DI  ANTITERRORISMO, FATECI FARE IL NOSTRO LAVORO E VEDRETE QUANTE VITE UMANE SAREMO IN GRADO DI PROTEGGERE.
 
USB POLIZIA LOCALE