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Piero Santonastaso

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Il terremoto dentro di noi vigili del fuoco

Nazionale -

Caro sindacato Usb,
oggi è il 24 agosto ore 3:36. Non è nemmeno mezz'ora che siamo rientrati dall'ultimo intervento che improvvisamente un lungo sussulto ci sveglia tutti.
Ci alziamo, ci chiamiamo. La prima reazione: telefoniamo subito a casa e per fortuna tutto a posto.
Nemmeno il tempo di rifiatare che suona nuovamente la linea diretta con la direzione regionale. La cosa sembra seria.
Si parte subito tutti per Amatrice.
Dopo meno di due ore ci troviamo in mezzo ad un inferno dantesco. Da dove cominciamo? Non è difficile, purtroppo, ed entriamo nel viale alberato, basta prendere la prima a sinistra e cominciare. Non ho voglia di raccontare le scene vissute. Arriva finalmente il giorno dopo una notte infinita, tanta gente comune che ci aiuta, ci racconta. Veniamo a sapere che siamo la terza squadra di pompieri arrivata. Siamo davanti ad uno scenario impressionante, chiedono aiuto da tutte le parti. Purtroppo devi dare priorità a chi urla. I rumori degli elicotteri, le sirene, dal mattino fanno da sottofondo.
Cogliamo al volo la disponibilità di un escavatore. Le mani e le braccia cominciano a far male ma devo resistere, dobbiamo farlo!
Viene sera e noi ci spostiamo da un tetto all'altro, sotto un trave, con un balzo passi dal quarto al primo piano perchè sono tutti chiusi a sandwich. Viene sera, ma è lo stesso perché non ci fermiamo. Passa qualcuno che ci offre un piatto di pasta, meno male.
Giunge la notte, ormai la speranza di trovare qualcuno vivo e quasi ridotta a zero. Cominciamo a rallentare, le forze ci hanno lasciato sono 36 ore forse, noi ci fermiamo e andiamo alla ricerca di un giaciglio per riposare una mezz'ora, finalmente ci danno il cambio.
È passato già un anno, il nostro dipartimento ancora ci deve dare il giusto ascolto psicologico, le varie visite per tutte le zozzerie respirate, per tutto l'immane sforzo passato. Scusate lo sfogo, è già passato un anno e adesso vi scrivo da Ischia.

Un vigile del fuoco