AREA STAMPA

Piero Santonastaso

DIpartimento Comunicazione

Tel./Phone:
(+39) 3456712454

Fax:
(+39) 06 54070448

e-mail:
areastampa@usb.it

Roma, via dell'Aeroporto 129

L’acqua, il fuoco, l’amianto. Poi dice che uno si butta a sinistra

Nazionale -

Ci vorrebbe una battuta fulminante di Totò per descrivere la situazione attuale. Quest’estate non avevamo la palla di vetro quando annunciavamo che dall’emergenza fuoco saremmo passati all’emergenza acqua. Era solo questione di logica: il corpo nazionale è di fatto ai minimi storici. E con tutti gli occhi puntati su Irma, nessuno si è accorto che l’Italia stava per essere investita da un ciclone mediterraneo. Anzi sì, quelli della Lega Calcio che hanno vietato Sampdoria-Roma per rischio alluvione.
Però la gente è morta in Toscana. Però c’è un disastro in corso, in un paese che da sempre violenta il territorio, tombando corsi d’acqua e cementificando ogni centimetro quadrato. Così la pioggia diventa catastrofe. E quelli che dovrebbero portare i soccorsi magari devono aiutare prima di tutto se stessi: come a Ostia, dove la caserma dei vigili del fuoco è stata invasa da 40 cm di acqua che ha anche schiantato le serrande.
E poi, persa la sfida sul Morrone, ecco che anche l'amianto, da dover riconoscere ai fini pensionistici con tanto di nota Inps, aggiunge un altro tassello all’infame condizione lavorativa a cui sono sottoposti i vigili.
Siamo nelle mani di nessuno, anzi, verrebbe da dire che: siamo gestiti da curatori fallimentari. Non troviamo nessun termine appropriato per definire un gruppo manageriale che "non ne imbrocca una".
E dire che come organizzazione sindacale anche sul versante amianto li avevamo avvisati e denunciati. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. La sicurezza sui luoghi di lavoro è una politica che proprio non riusciamo a far comprendere al dipartimento.
Quasi quasi verrebbe da dire che: "non ci sono più i pompieri di una volta". Sì. Quelli che se uscivano sei in partenza, se chiamavano la sala operativa e chiedevano un rinforzo arrivavano mezzi da ogni parte. Tempi belli, ma passati. Qui oggi le sedi si chiudono: Padova docet.
Allora ecco che il titolo da noi scelto "cade proprio a fagiolo". E tempo di smetterla con questa politica di governo di destra. Con questo ministro chiaramente "amante del ventennio che fu" che usa impropriamente i vigili del fuoco in operazioni di ordine pubblico, che fa la nuova versione delle leggi razziali attraverso un decreto a suo nome, che copre spudoratamente chi si è appropriato dei fondi dell'ONA (Opera Nazionale Assistenza), che permette che l'arma dei carabinieri si arroghi il diritto di fare accordi con la protezione civile.
Che blocca Villa San Giovanni (RC) con veri e propri posti di frontiera che impediscono, palesemente, non soltanto il diritto a manifestare il proprio dissenso sociale ma, molto più banalmente, il diritto alla mobilità e alla libera circolazione delle persone.
Il controllo è riservato non soltanto a chi fermato risulta un soggetto con “precedenti” e\o segnalazioni di tipo politico, ma anche a tutte le persone che anche vagamente hanno qualcosa che possa ricondurli a “soggetti sovversivi” (kefiah, capelli lunghi, orecchini, felpa, tatuaggi, piercing, ecc.). Ecco cosa è importante in questo Paese: un buon taglio di capelli e lui, il nostro ministro, non è tipo proprio da non essere inquadrato come uno che abbi sempre il giusto taglio.
Noi vigili del fuoco continuano ad essere gestiti male e speriamo nel prossimo governo che sicuramente non sarà più a "destra" di questo.

Coordinamento nazionale Vigili del Fuoco USB