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Ricerca, riprendiamoci il contratto

Nazionale -

Il 12 ottobre USB PI sarà davanti all’ARAN. E un mese dopo (il 10 novembre) sciopereremo. Partiamo dalla lotta per descrivere un contratto nazionale che si annuncia come una vera e propria presa in giro.
Un segnale in questo senso arriva da un documento dei sindacati della scuola, aderenti alle confederazioni CGIL CISL UIL CONFSAL, firmatarie del famigerato accordo del 30 novembre. Queste OOSS oggi si dicono preoccupate perché i famosi 85 euro, la “mancetta” contenuta nell’accordo di cui sopra, il governo non li consideri destinati esclusivamente al tabellare. Viene da chiedersi con quale leggerezza firmino accordi che hanno pesanti ricadute sui lavoratori... ma, al di là di questo, il dato di fatto è che con l’accordo del 30 novembre scorso, questi signori, non solo ci hanno scippato circa 200 euro di inflazione (la differenza tra gli 85 euro e i 280 calcolati con l’inflazione programmata), ma non vi è neanche certezza se siano aumenti veri o fondi destinati all’applicazione brunettiana dell’accordo che, va sottolineato, è volto ad “aumentare l’efficienza”!
La questione economica quindi, ma le preoccupazioni dei lavoratori della Ricerca sono anche legate ai problemi più specifici del settore che rischiano di non essere affrontati o di essere affrontati male soprattutto in funzione dell’accorpamento con il settore della Scuola che è di gran lunga il più arretrato sia economicamente che in tema di diritti. Infatti, in un contratto che sarà fortemente caratterizzato dal brunettismo rivisitato e dall'asfissia economica, c'è anche il rischio che la dichiarata volontà di armonizzazione tra gli ex comparti porti nei nostri enti si realizzi verso il basso allineandoci proprio alla Scuola, dove, ad esempio, la meritocrazia brunettiana ha trovato la sua sublimazione. Insomma un contratto pericoloso che si farà dividendoci un piatto di lenticchie.
Nozze con i fichi secchi per tutti.
Tranne ovviamente per i dirigenti e i presidi, che nella fantasia del Ministro Fedeli saranno assimilati per funzioni, tutti sceriffi, e salari, ovviamente livellati verso l'alto...  
Dalla costituzione del nuovo comparto in poi, in un contesto tutt'altro che facile, con un Governo che vuole utilizzare il contratto come strumento di riduzione dei diritti e ulteriore misura di contenimento della spesa, dobbiamo dare un segnale subito!
IL 12 OTTOBRE PRESIDIO ALL’ARAN DALLE ORE 11,00
PER RIPRENDERCI IL CONTRATTO E IL COMPARTO
Contro aumenti da fame e diretti soprattutto alla produttività brunettiana
Contro un comparto che emargina e annichilisce tutta la ricerca pubblica
L’accordo del 30 novembre e la costituzione del comparto “Istruzione e Ricerca” vanno in direzione opposta ai veri bisogni dei lavoratori e chiariscono posizioni e responsabilità. Ci aspettano mesi di dura contrattazione nei quali lotteremo per riprenderci gli strumenti per migliorare le nostre condizioni materiali e di lavoro e per rilanciare il settore degli Enti Pubblici di Ricerca.
Blindare i salari accessori fissi e continuativi
Riunire in un’unica area i primi 3 livelli
Ridefinire un ordinamento obsoleto e discriminante
Questi i nostri obbiettivi! Non intendiamo andare a trattare la limitazione del danno non accetteremo che eventuali ulteriori passi indietro dei diritti e delle condizioni materiali dei lavoratori vengano fatte passare per successi sindacali!
pergrandi successi sindacalipercome grandi successi. riprenderci la dignità di lavoratori della ricerca!


USB P.I. Ricerca