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Attacco al diritto di sciopero in finanziaria. USB: reagiremo colpo su colpo, iniziando dal Parlamento

Roma -

Come preannunciato da indiscrezioni stampa, giovedì abbiamo avuto la conferma della presentazione di due emendamenti da parte del senatore Maurizio Sacconi tesi a impedire l'esercizio del diritto costituzionale di sciopero.

​Dopo aver firmato insieme al suo collega Pietro Ichino proposte di legge sulla materia, frustrato dal non vederle approvate entro questa legislatura, Sacconi utilizza all'ultimo momento l'escamotage degli emendamenti alla legge di bilancio per imporre per la prima volta nella storia italiana l'obbligo per i lavoratori di comunicare al proprio datore di lavoro l'adesione a uno sciopero con 7 giorni di preavviso. Un vero e proprio colpo di coda che non solo tocca la libera scelta dei singoli lavoratori ma permetterà pure alle controparti di adottare tutte le contromisure utili per smontare e quindi impedire la riuscita della sciopero nei servizi pubblici essenziali.

​Tutto questo affonda le radici nell'insopportabile linciaggio mediatico che ha riguardato scioperi nei trasporti regolarmente indetti, da Alitalia al Trasporto Pubblico Locale, dalle assemblee sindacali regolarmente convocate alle decine e decine di lavoratori degli appalti ATAC che non ricevono lo stipendio da parecchi mesi. Una costruzione mediatica fortemente ideologica dentro la quale convivono palesi falsità, strumentalizzazioni e criminalizzazioni assemblate ad arte sulla pelle dei lavoratori, utilizzati come pedine in scontri politici che nascondono diversi obiettivi.

​USB non rimarrà con le mani in mano rispetto al più duro e subdolo attacco allo strumento fondamentale per difendere i diritti e i salari della classe lavoratrice. In data odierna abbiamo inviato a tutti i Senatori e i Deputati della Repubblica Italiana una lettera con l'invito a non avallare questo scempio e preannunciamo una prima iniziativa pubblica presso il Parlamento italiano.

24 novembre 2017

Unione Sindacale di Base