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La Regione Lazio accorpa le sedi. Quale futuro per i lavoratori di LazioCrea?

Roma -

Centinaia e centinaia di lavoratori dipendenti di LazioCrea SpA attendono di sapere quale effetto avrà la nota ufficiale della Regione Lazio del 07/11/2018, che comunica la dismissione delle 4 sedi regionali decentrate in favore della creazione di un un’unica sede in Via Anagnina 221 prevedendo che “i risparmi ottenuti avranno riflessi positivi, in termini di risorse, da poter stanziare in favore della contrattazione integrativa”.

I vertici di LazioCrea non hanno infatti ancora informato i lavoratori sulle conseguenze che tale decisione avrà sia sul lavoro che sulla vita privata dei tanti dipendenti di una società che è operativa dal 2016 (partecipata al 100% dalla Regione Lazio, nata dalla fusione delle società regionali Lazio Service SpA e LAit – Lazio innovazione tecnologica SpA), che dovrebbe occuparsi di gestione ed organizzazione delle attività di interesse regionale, di realizzazione del sistema informativo regionale e di strategie di crescita digitale, ma che evidentemente non è in grado di comunicare con i lavoratori.

In questo clima di totale incertezza USB Lavoro Privato auspica che venga fatto un ragionamento collettivo su come andranno gestiti i trasferimenti che coinvolgeranno centinaia di lavoratori e su come andranno gestiti i soldi che a nostro avviso non devono essere ridistribuiti solo ai dipendenti della Regione Lazio, ma a tutti i lavoratori che operano all’interno della stessa, considerando che una parte dei 9 milioni di euro verranno, a detta di questa giunta regionale, accantonati per costruire una nuova sede unica regionale di proprietà dell’ente. Non vorremmo che dietro questa operazione di spesa si nascondessero operazioni e manovre non trasparenti di gestioni delle risorse pubbliche.

USB Lavoro Privato