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TIM, USB al governo: dopo la “pace” Elliott-Vivendi subito i tavoli per tutelare occupazione e interesse pubblico

Roma -

Dopo un lungo braccio di ferro spunta la pace tra Elliott e Vivendi. Forse deriva dall’imminenza della Santa Pasqua, oppure è una semplice tregua, come auspicato da Cassa Depositi e Prestiti, in prospettiva della realizzazione di una rete unica.

Tenuto conto che il progetto della fusione tra la rete TIM e Open Fiber è ampiamente condiviso dal fondo Usa fin dal suo ingresso in TIM, come USB ci domandiamo quale sia la contropartita dell’accondiscendente Vivendi nel tenere bassi i toni.

Quale che sia l’accordo alla base dell’armistizio tra i due maggiori azionisti, quale sia stato il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, attualmente sulla stessa frequenza d’onda di Elliott, sappiamo che ogni volta che si parla di “taglio dei costi” e “ottimizzazione della spesa” a farne le spese sono stati sempre e solo i lavoratori, con la diminuzione cospicua del loro numero, del loro salario e dei loro diritti.

USB rammenta come per ben due volte è stato rinviato da parte del ministro Di Maio l’incontro presso il Mise tra governo e sindacati sulla situazione TIM, dove avremmo ribadito le nostre posizioni sul futuro delle TLC in Italia.

USB ritiene urgente e necessario l’impegno del governo per l’apertura di tavoli di confronto e trattiva che tutelino l’occupazione e l’interesse pubblico in merito al futuro di TIM, della Rete e delle TLC.

Mettiamo in guardia i lavoratori: nessuno li tutelerà, i gruppi finanziari fanno solo i loro interessi. Invitiamo pertanto i lavoratori a non stare a guardare ma a tenersi pronti alla mobilitazione.

Torniamo a chiedere con decisione la gestione pubblica del servizio TLC.

 

Unione Sindacale di Base - TLC