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Airitaly: i lavoratori non vogliono più essere ostaggio di nessuno, il governo faccia i passi necessari

Roma -

Le vicende di martedì 21 maggio aprono un altro capitolo di questa miserabile saga della continuità territoriale della Sardegna.

 

In un'assemblea indetta da USB, Cobas e Ap, resa molto vivace dall'arrivo della lettera del coo Rossen Dimitrov, i lavoratori hanno finalmente scelto di non essere più ostaggio di nessuno.

 

Non di Airitaly, che li brandisce come una clava, dimenticandosi che questa compagnia assicurava fino a pochi anni fa decine di direttrici dagli aeroporti di Olbia e di Cagliari, oltre le rotte della ct. Tutta roba desertificata dal progressivo abbandono e dalle promesse di sviluppo mai mantenute. Altro che scaricare su Alitalia.

 

Al governo regionale e nazionale chiediamo invece il coraggio di prendere atto del macroscopico errore fatto nello stendere tappeti rossi tre anni fa al Qatar senza uno straccio di piano industriale.

Oggi non si può accettare di tornare allo stesso piano e si rifletta se un settore cosi strategico per un'isola, come il trasporto aereo, possa essere fatto dai privati e non invece dal pubblico.

 

Giovedì 23 ci sarà una grande assemblea unitaria a Olbia e ci aspettiamo che il governo faccia il passo necessario attivando le convocazioni urgenti di tutte le parti.

 

Unione Sindacale di Base Trasporto Aereo