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SANITA' LAZIO: RDB/CUB DICHIARA LO STATO DI AGITAZIONE E CHIAMA I LAVORATORI ALLO SCIOPERO

Roma -

Dopo anni di sprechi e clientele, che perdurano dalla gestione Storace e senza alcun efficace sistema di controllo sulla spesa delle aziende, il Presidente Marrazzo, per evitare un commissariamento che ormai può far male solo a lui e a quanti nella sua Giunta rischiano di perdere poltrone e appannaggi, ha concordato con il Governo Berlusconi l’accelerazione della chiusura di tre grandi ospedali della capitale con la conseguente mobilità degli operatori e blocco totale delle assunzioni e dei trasferimenti per il resto degli ospedali.

 

“Non vi è nessuna traccia dei presìdi e delle strutture territoriali che avrebbero dovuto compensare il taglio dei posti letto e la soppressione di numerosi servizi - dichiara Sabino Venezia della RdB-CUB Sanità – come pure nessuna notizia sugli ospedali di nuova apertura e nemmeno su chi li gestirà. La riorganizzazione della rete ospedaliera di fatto è una mera riduzione del servizio sanitario pubblico ai cittadini, che determinerà ulteriori file ai pronto soccorso, allungamento delle liste d’attesa e conseguente incremento dell’attività libero professionale nelle strutture pubbliche e del ricorso alla sanità privata, in barba al diritto alla salute costituzionalmente sancito”.

 

A pagare il prezzo del definitivo smantellamento del servizio sanitario pubblico regionale saranno innanzitutto i lavoratori del settore ed i precari. Per i primi la Regione, con il consenso di CGIL, CISL e UIL, già nella legge di assestamento del bilancio 2008 ha istituito un Osservatorio per la ricollocazione del personale considerato in esubero, che oltre al personale tecnico e infermieristico coinvolgerà anche gli amministrativi, per effetto del progetto di centralizzazione delle attività tecnico-amministrative, con la previsione di incentivare gli esodi con i Fondi della contrattazione integrativa.

 

“E’ una vera e propria dichiarazione di guerra ai diritti dei lavoratori del settore, dei precari e dei cittadini della Regione Lazio – prosegue Venezia – un ulteriore attacco al salario e alle condizioni di lavoro, la dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche il centro sinistra vuole demolire il sistema pubblico a favore dei privati. Cosa può produrre di peggio il Commissariamento della Regione? Avviamo lo stato di agitazione dei lavoratori delle strutture regionali per costruire una forte risposta a partire dai posti di lavoro e dagli scioperi del 19 settembre e del 17 ottobre prossimi”, conclude il dirigente RdB-CUB Sanità.