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10 NOVEMBRE SCUOLA IN LOTTA

In corteo a Roma e a Taranto studenti, genitori, docenti e personale ATA

Roma -

Il prossimo 10 novembre in moltissime città si terranno manifestazioni di protesta di studenti, genitori, docenti e personale ATA contro la violenta aggressione nei confronti della scuola attuata dal Governo dei “tecnici e professori”, in completa continuità con il Governo precedente ed in piena sintonia con la Commissione Europea e le politiche di ricatto della Banca Centrale Europea.

 

A Roma l’USB P.I. Scuola, con il Coordinamento delle Scuola Romane, dalle 14.30 sarà in corteo con partenza da piazza dell’Esquilino. A Taranto i lavoratori della Scuola scenderanno in piazza in solidarietà con gli operai dell'ILVA in lotta unendosi al corteo che partirà alle 14.30 dall'ingresso dell'Arsenale in via Di Palma.

 

Per la scuola, l'elenco degli “aumenti” è lunghissimo: l'orario di lavoro, il numero degli studenti in classe, il carico di lavoro nelle pulizie, per la vigilanza e nelle segreterie; ma aumentano anche i costi per le famiglie, i pericoli per la salute e la vita degli oltre 8 milioni di “abitanti” della scuola; come pure aumentano i privati.

Altrettanto lungo l'elenco degli “scomparsi”: il contratto nazionale violato e bloccato, addirittura scatti di anzianità e vacanza contrattuale, posti di lavoro del personale ATA e docenti, scuole finite negli accorpamenti; scomparsi il diritto allo studio, alla sicurezza, e alla salute del personale inidoneo e dei ragazzi diversamente abili; scomparsi i finanziamenti alla scuola pubblica

Ci sono poi numerose falsità e inganni: i docenti lavorano solo 18 ore; con il precariato si è fatto assistenzialismo; la scuola è pronta a nuove assunzioni attraverso il concorso.

Per completare il quadro, la maggioranza governativa dal PDL al PD ha dato il via libera alla ex-Aprea, che cancellerà la democrazia nella vita della scuola e la aprirà al controllo diretto dei privati.

 

Dopo la morte di Claudio, giovane operaio dell’ILVA, dopo il suicidio del professore Carmelo, precario della scuola di Napoli, è ora di dire basta ai ricatti ed è ora di farlo insieme.

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