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2 AGOSTO: UNA IMPORTANTE PRESENZA DELLA CUB IN PIAZZA PER ABOLIZIONE DEL SEGRETO DI STATO E CONTRO L'ACCORDO SUL WELFARE

Bologna -

Anche quest’anno la CUB è scesa in piazza per l’anniversario della strage di Bologna, con  lo striscione “Mandate in pensione almeno il segreto di Stato” che racchiude il senso della contestazione al Governo Prodi: contro le stragi che hanno percorso il nostro paese ultimi 40 anni, contro l’accordo truffa su pensioni, welfare e precariato, voluto pervicacemente dal Ministro Damiano, sul palco oggi a Bologna.

Dietro questo striscione, a distribuire volantini e a sostenerne le parole d’ordine, hanno sfilato in corteo centinaia di lavoratori. La delegazione che stava alzando lo striscione per renderlo visibile anche al palco ha subito un’ aggressione a cui la CUB si è opposta con fermezza.

 

“La nostra protesta esprime un messaggio politico e sindacale che, anche attraverso l’iniziativa odierna, rappresenta migliaia di lavoratori del nostro territorio”, dichiara Massimo Betti del Coordinamento regionale CUB. “Nessuno può pensare in democrazia di imbavagliare il dissenso, sia che si tratti di Tremonti, negli anni passati fischiato da tutti ed anche da coloro che oggi hanno cercato inutilmente di non farci alzare lo striscione, sia che si tratti di ministri del governo Prodi.

“Grave invece – prosegue l’esponente della CUB -  che il servizio d’ordine dell’organizzazione, di cui facevano parte anche diversi funzionari dei sindacati concertativi, abbia tentato un’aggressione nei confronti delle nostre delegate, cosa questa sì inaccettabile, che abbiamo respinto in piazza e che respingiamo sul piano politico”.

 

Massimo Betti ricorda inoltra che: “le due nostre delegate aggredite, da due energumeni che poi abbiamo allontanato, negli anni passati hanno raccolto migliaia di firme a sostegno della legge per l’abrogazione del segreto di stato, e che tutti gli anni queste delegate si impegnano per sostenere la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori di questa città alla manifestazione del 2 agosto”.

 

“Se Fassino crede che attraverso la presenza sul palco Prodi e Damiano possano far tesoro di un consenso da spendere poi sul piano sociale, è un illuso. La mobilitazione e la lotta contro l’accordo sul welfare scalderà l’autunno” conclude Betti.

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