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Acciaierie d’Italia incita i dipendenti alla delazione, USB: “Si instaura un clima di tensione e sospetto tra lavoratori”

Taranto -

La comunicazione è delle ultime ore, è firmata dal Direttore delle Risorse Umane  Arturo Ferrucci, e  “per evitare perdite in termini economico-finanziari e di reputazione” invita dipendenti, collaboratori e terze parti a “segnalare in buona fede, e in forma anche anonima, qualsiasi comportamento scorretto, irregolarità, frodi o violazioni…”

Per quanto ci riguarda, riteniamo che con questo sia stato raggiunto il livello massimo di follia. Non comprendiamo come sia possibile mettere i lavoratori in condizioni di fare la spia su determinate questioni che possono per la reputazione dell’azienda risultare sconvenienti, fermo restando il dovere di denunciare eventuali illeciti, che non deve in alcun modo essere oggetto di specifica comunicazione aziendale, perché di dominio pubblico.

Una sorta di “Grande Fratello Ilva” come ha titolato, in maniera calzante, il Fatto Quotidiano parlando dell’ultima perla della gestione Morselli.

A noi suona come una sorta di avvertimento per tutti coloro che per esempio volessero evidenziare alcune mancanze dell’azienda su aspetti anche molto importanti come quello della sicurezza.

Un avvertimento, se non addirittura una minaccia per coloro che dovessero decidere di fare segnalazioni.

Inoltre una richiesta di questo tipo, come si può facilmente dedurre, andrà a generare un clima di tensione, animato dal sospetto tra i dipendenti all’interno della fabbrica. L’attuale gestione dello stabilimento siderurgico ha ben compreso e fatto sua la frase latina “Divide et Impera”.

Un passo indietro di moltissimi anni nei rapporti tra azienda e dipendenti, che non possiamo affatto accettare.

Franco Rizzo

Coordinatore provinciale USB Taranto