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Acciaierie d’Italia: più produzione ma con lo stesso livello di cassa integrazione, qualcosa non torna. Il governo ci convochi e faccia chiarezza

Nazionale -

Si è svolto ieri in serata, il tavolo di incontro tra organizzazioni sindacali e la dirigenza aziendale di Acciaierie d’Italia in merito alle prospettive industriali del gruppo. L’incontro, durato un paio d'ore, ha anticipato una serie di questioni che si sono tradotte immediatamente in preoccupazioni in merito al livello di utilizzo della cassa integrazione per il 2022, rendendo quindi evidente la possibilità che si aprano scenari occupazionali futuri ben diversi dal quadro prospettato dall’accordo del 2018. Preoccupazioni pesanti a cui si aggiunge la dichiarazione dell’amministratore delegato Lucia Morselli, sulla paventata esclusione dei lavoratori di ILVA in AS dal piano complessivo in discussione col Governo.

Gli attuali livelli produttivi confermano al momento la marcia di tutti gli altiforni, e la partenza degli investimenti sul ripristino di Afo5. Stesso trend “in salita” si conferma anche per acciaierie (1 e 2) e per gli impianti verticalizzati che andranno a pieno regime nel 2022. Questi dati dimostrano con chiarezza la contraddizione di un utilizzo così pesante della CIGO: per USB la discussione sui livelli occupazionali va affrontata subito.

L’azienda afferma che al momento l'obiettivo principale del nuovo consiglio di amministrazione è quello di varare al più presto un piano industriale che anche attraverso il piano di rilancio e di investimenti europei metta al centro la compatibilità e l’innovazione ambientale.

Noi aggiungiamo che le risorse previste dal PNRR devono essere funzionali a garantire la piena occupazione.

L’incontro ha evidenziato quindi molte contraddizioni: una su tutte quella tra i livelli produttivi e il numero dei lavoratori collocati in CIGO e su cui oggi non sono chiare le prospettive occupazionali a breve-medio termine.

Per USB è necessario arrivare al più presto al tavolo ministeriale, dove il Governo deve chiarire in modo trasparente quali sono le intenzioni reali in merito al piano industriale di Acciaierie d’Italia.

USB ha posto con forza il tema della gestione degli appalti, utilizzati con contratto multiservizi, richiedendo che si apra una discussione vera sulla necessità parificare contrattualmente questi lavoratori al contratto utilizzato in Acciaierie d’Italia, ovvero quello metalmeccanico.

p.USB Nazionale Lavoro Privato 

Sasha Colautti, Francesco Rizzo

Roma 29.09.20201

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