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Agricoltura, in Italia è emergenza sicurezza. L’iniziativa di USB per la Giornata mondiale dell’alimentazione: cibo sano, lavoro sano

Roma -

In Italia non si muore per denutrizione, ma lavorare nei campi vuol dire rischiare la vita ogni giorno o essere trattati da schiavi. La qualità del Made in Italy viene cioè garantita sulla pelle dei lavoratori. Soltanto per rimanere alla cronaca recente, in Piemonte un agricoltore è morto schiacciato da un trattore e un bracciante ha perso la vita in un incidente con un rimorchio. E a Terracina un imprenditore agricolo minacciava con il fucile i braccianti per farli lavorare di più e naturalmente pagarli di meno. Sempre nell’agro pontino un altro bracciante, spinto dalla disperazione, si è sdraiato sui binari in una stazione ferroviaria.

Da sempre l’Unione Sindacale di Base denuncia la condizione di sfruttamento e di insicurezza che vige nelle campagne italiane. Gli incidenti si ripetono a migliaia da decenni, causando una strage coperta dal silenzio dei media e soprattutto delle istituzioni, mentre gli episodi di sfruttamento da parte di imprenditori senza scrupoli non si contano più.

Nonostante gli ispettorati del lavoro siano stati messi in condizione di non assolvere fino in fondo il loro compito nei confronti di oltre 400.000 aziende agricole, i dati ufficiali certificano che il 50% delle 7500 aziende controllate è risultato non in regola. Sullo sfondo di questo quadro desolante ci sono le ferree imposizioni dettate dalla Grande Distribuzione Organizzata.

I tavoli interministeriali, i tavoli regionali, la rete agricola di qualità, sono rimasti parole vuote di fronte ad una situazione in cui l’agricoltura fonda il profitto sulle schiene spezzate dei braccianti, spesso e volentieri migranti tenuti in una condizione di costante ricatto, aggravata dai recenti provvedimenti xenofobi e repressivi firmati dall’ex ministro Salvini.

In vista della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra mercoledì 16 ottobre, l’Unione Sindacale di Base lancia la parola d’ordine “Cibo sano, lavoro sano” e si rivolge a tutti gli attori della filiera agricola per chiedere:

  • Rispetto delle norme sulla sicurezza nel lavoro agricolo

  • Rispetto delle condizioni contrattuali per tutti i lavoratori agricoli

  • Rispetto delle condizioni abitative e sanitarie

  • Regolarizzazione di tutti i braccianti migranti impegnati in agricoltura

  • Contributi europei alle aziende agricole condizionati al rispetto delle condizioni contrattuali

Questi i temi che l’Unione Sindacale di Base porterà al seminario che si svolgerà all’Università “La Sapienza” di Roma presso la sede Marco Polo, Circonvallazione Tiburtina 4, Roma (altezza Largo Passamonti), Mercoledì 16 ottobre 2019 alle 17.30, dal titolo “La sovranità alimentare, un’alternativa per il diritto al cibo”.

Introduce il professor Luciano Vasapollo, Delegato del Rettore per Relazioni Internazionali con l’America Latina.

Intervengono:

  • Mauro Conti, Presidente del Centro Internazionale Crocevia;

  • Stefano Gianandrea De Angelis, Unione Sindacale di Base (USB)

  • Un rappresentante di Friday for Future

  • Cristian Cabrera, contadino del Movimento Terra Contadina

Unione Sindacale di Base

 

 

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