Al via il processo per la strage nella stazione di Brandizzo
Si aprirà con l’udienza preliminare del 30 settembre prossimo, presso il tribunale di Ivrea, il processo per la strage sul lavoro di Brandizzo;
Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa, cinque operai della Sigifer, sub-appaltatrice di RFI, nella notte del 30 agosto 2023, mentre si apprestano a lavori di manutenzione al binario, vengono travolti e uccisi sul colpo da un treno in piena corsa.
Tre anni di indagini, con la raccolta di centinaia di testimonianze, hanno portato all’acclaramento di molti elementi probatori da cui sono scaturite le richieste di rinvio a giudizio che la procura di Ivrea ha disposto per le società RFI, Sigifer e CLF, insieme a altri circa venti dirigenti aziendali e societari tra cui l’ex amministratore delegato di RFI, oggi amministrare dell’intero Gruppo FSI, Giampiero Strisciuglio.
Si apre dunque a distanza di tre anni il percorso giudiziale sulle colpe di quella orrenda strage di lavoratori, un percorso inevitabilmente complesso e doloroso al quale continueremo a riservare tutta la necessaria attenzione, confermando la nostra disponibilità alla collaborazione con le istituzioni per l’acclaramento delle colpe, come è stato nelle fasi istruttorie del processo.
Contemporaneamente non perderemo di vista l’attuale scenario politico-sindacale in cui sono in atto gravi manovre di ulteriore depotenziamento dell’azione penale verso la responsabilità amministrativa delle società e imprese: vedi il disegno di legge per la modifica in pejus della legge 231/01, recentemente approvato dal consiglio dei ministri per eliminare dai procedimenti giudiziari la responsabilità amministrativa e organizzativa delle aziende. Così come non dismetteremo la denuncia verso la collaboratività delle organizzazioni sindacali responsabili di costanti arretramenti contrattuali e delle condizioni di fatto sui posti di lavoro, particolarmente impattanti proprio sulla garanzia della salute e sicurezza dei lavoratori, come inaccettabilmente dimostrato dalla dimensione della strage continuata sui posti di lavoro, come da quella sulle malattie professionali sempre in crescita nel Paese.
Il 30 settembre prossimo saremo presenti al tribunale di Ivrea per ribadire la nostra vicinanza ai familiari e ai compagni di lavoro dei cinque uccisi, e insieme a tutte le forze politiche, sindacali e sociali, impegnate sul medisimo terreno, la nostra presenza nella dura battaglia per la altre condizioni di vita e di lavoro, per rilanciare una stagione di lotta e rivendicazione adeguata ai reali bisogni di tutela della salute, della sicerezza e della dignità dei lavoratori.