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Alitalia: tra le lamentele e i mancati investimenti di Hogan e la latitanza del Governo.

E intanto il trasporto aereo parteciperà allo sciopero generale del 21 Ottobre.

 

 

Fiumicino -

COMUNICATO STAMPA

Le ultime dichiarazioni rilasciate da Mr Hogan, Presidente ed Aministratore di Etihad nonché Vice presidente di Alitalia, unite a quelle successive del Ministro dei Trasporti Delrio, descrivono chiaramente lo stato del sistema del Trasporto Aereo italiano. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, MR Hogan riassume esattamente il quadro del settore, infestato da un lato dalla concorrenza non regolamentata, come nel caso di Ryanair, e dalla latitanza del governo sulle regole di sistema, e dall’altro dai modi imperativi per cui gli investitori si sentono di poter pretendere l’applicazione delle condizioni da loro chieste ed imposte per investimenti in Italia.


In questo scenario pagano sempre e solo i lavoratori. La stessa cosa è accaduta con Meridiana e Qatar dove il governo ha accettato licenziamenti di massa pur di far entrare capitali, abdicando clamorosamente sul profilo dell’occupazione, proprio mentre sbandiera i suoi dati sul lavoro.
Emerge un caos totale nel quale in questo settore strategico vince chi bara di più. E’ sotto gli occhi di tutti la concorrenza sleale di Ryanair, che è diventata nel frattempo il primo vettore nel nostro Paese e può chiedere di non pagare le tasse e ricevere contributi dai singoli aeroporti o territori, cosa preclusa ad altri vettori.
Nello stesso tempo, è tutto da dimostrare che gli investimenti effettuati da Etihad in questi due anni in Alitalia siano stati effettivamente “pesanti” dal punto di vista industriale, giacché fin ora sono apparsi di più come una promozione su operazioni d’immagine che non un vero rilancio industriale con un piano adeguato.
Le divise, le infrastrutture, le campagne pubblicitarie, queste sono le cose che abbiamo visto, mentre non sono ancora all'orizzonte nuovi aeromobili e nuove tratte.


A Hogan diciamo di investire di più in Alitalia e soprattutto di accettare le critiche su scelte imprenditoriali non condivise e su approcci alla gestione del personale che lambiscono l’autoritarismo. Questa è la realtà alla base degli ultimi scioperi fatti per qualcosa che vale ben più “di un caffè”.


Queste lamentele invece probabilmente possono preludere all'annuncio di un disimpegno in Alitalia, teso a ottenere l’avallo delle OO/SS confederali ad un piano di espulsioni, tagli indiscriminati di salario, riduzione del perimetro aziendale ed esternalizzazioni. Questa è la realtà che temiamo si nasconda dietro queste dichiarazioni; sarebbe un fatto grave e questa volta i lavoratori non accetteranno il ricatto.
USB non permetterà che le inettitudini nella gestione dei manager siano pagate dai lavoratori ancora una volta. Additare gli “scioperi folli” serve quando nel retroscena c’è l’ennesimo disastro industriale del settore e per fermare la terza crisi di Alitalia nel giro di 7 anni.


Intanto anche il Trasporto aereo parteciperà allo sciopero generale del 21 ottobre prossimo.



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