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ALITALIA: USB, ANCORA CASSA INTEGRAZIONE SULLE SPALLE DELLA COLLETTIVITÀ?

NECESSARIO INVECE RIAVVIARE AL LAVORO TANTI CASSAINTEGRATI

Roma -

Dopo le recenti dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Alitalia-Cai, Rocco Sabelli, in cui si prefigura il ricorso ad ulteriore cassa integrazione per centinaia di lavoratori nonché ulteriori esternalizzazioni di attività di terra, USB Lavoro Privato ha inviato al Governo ed alle aziende coinvolte una richiesta d’incontro urgente con tutte le parti interessate.

 

Le esternalizzazioni farebbero parte di un “progetto industriale” dagli obiettivi ambigui, sempre più simili ad un progressivo ridimensionamento per rendere Alitalia-Cai ancora più appetibile ad Air France. La nuova cassa integrazione verrebbe invece giustificata con il fatto di aver assunto più dei 12.500 lavoratori pattuiti negli accordi del settembre 2008. USB, organizzazione firmataria di quegli accordi, rileva come non sia mai stato possibile verificare il numero di assunzioni effettivamente avvenute, mentre, dai pochi dati a disposizione, risultano evidenti carenze di personale in molti settori.

 

Probabilmente l’Amministratore Delegato si confonde con il numero abnorme di precari, anche appena formati, che l’azienda ha utilizzato in questi mesi. Di contro, gli spazi lasciati liberi da circa 800 riduzioni derivanti dall’applicazione della solidarietà espansiva, a cui si aggiungeranno entro il 2011 circa 550 trasformazioni da full time a part-time, non saranno riempiti con certezza da conseguenti assunzioni di lavoratori sospesi in Cigs. Il tutto in contrasto con gli accordi sottoscritti nel 2008.

 

In buona sostanza, si preannuncia nuova cassa integrazione mentre si stanno mantenendo in Cigs, a carico della collettività, migliaia di persone che potrebbero avere lo spazio ed il diritto di essere riavviate al lavoro: non solo un danno enorme per i singoli ma una dispersione di fondi pubblici, ancor più grave in un momento di crisi.

 

USB chiede pertanto di avviare una serie di confronti con tutte le istituzioni e gli enti interessati sulla reale occupazione in CAI, sull’applicazione degli sgravi fiscali anche ai contratti part-time, sulla gestione mirata dei contratti a termine ai cassaintegrati ed ai precari con molta anzianità; sulla cessazione dei corsi di formazione di nuovo personale, sulla certezza di raggiungimento dei requisiti pensionistici per chi rischia di essere discriminato dalle riforme in evoluzione.