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ALITALIA: USB, AZIENDA CHIEDE SEGNALAZIONI DI AMICI E PARENTI. INTANTO CENTINAIA DI LAVORATORI ASPETTANO DI ESSERE RICOLLOCATI

Roma -

 

                                           COMUNICATO STAMPA

E' di ieri l'emissione da parte di Alitalia di un avviso tra i propri dipendenti in cui si richiede se abbiano “amici o parenti” (testuale) da segnalare per lavorare all'interno di team di assistenza aeroportuale ai passeggeri del Leonardo Da Vinci.

 

“Oltre un elenco di requisiti richiesti per l'accesso, non è specificato né trattamento o inquadramento, tanto da far sorgere il ragionevole timore che possa trattarsi di  una richiesta di ‘lavoro volontario’ come accaduto per Expo”, afferma Francesco Staccioli dell’USB Lavoro Privato.

 

Prosegue il sindacalista “Lo scandalo di questa estemporanea ricerca di personale è aggravato dal fatto che essa avvenga mentre è in corso la vertenza di centinaia di lavoratori e lavoratrici licenziati dalla stessa Alitalia nel 2008 e nel 2014, i quali chiedono di essere ricollocati sul lavoro in aeroporto, previsto comunque in forte crescita”.

 

“Ulteriore scandalo è il silenzio assoluto delle Istituzioni – sottolinea l’esponente USB - che hanno permesso la trasformazione  dell'aeroporto da luogo di eccellenza di professionalità, dai naviganti ai manutentori, passando per gli impiegati e il personale di scalo, in una specie di fast food che ha divorato migliaia di posti di lavoro nella mancanza del benché minimo indirizzo industriale”.

 

“Questo è un vulnus nel cuore di uno dei settori più strategici e più vitali del Paese – denuncia Staccioli - ed è uno schiaffo in faccia anche ai progetti di ricollocazione portati avanti dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Lazio”.

 

“Oggi l’USB Lavoro Privato, insieme alla Cub Trasporti, alla Filt Cgil di Roma e Lazio e al comitato Corista, ha depositato una lettera a Enac e ad Aeroporti di Roma proprio per rilanciare il tema della ricollocazione del personale espulso e del coinvolgimento diretto delle Istituzioni per la costituzione del bacino da cui attingere, in un aeroporto che ha previsioni di incremento occupazionale e dove tutti gli operatori comunque beneficiano di investimenti infrastrutturali fatti dallo Stato”, conclude Staccioli.

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