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Ama, incontro fiume tra USB e l’assessora Ziantoni

Roma -

Incontro fiume al Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma fra la neo-assessora alle Politiche Ambientali Katia Ziantoni e alcuni delegati di USB Ama. I lavoratori hanno apprezzato l’intervento pubblico dell’assessora contro il colpo di mano dell’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis, che ripristina unilateralmente i cassonetti stradali e azzera con un colpo di spugna il sistema di raccolta porta a porta.

Ziantoni ha ribadito quanto già dichiarato nella Commissione ambiente il giorno prima: le motivazioni esibite da Ama si basano sulle prescrizioni della Asl per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ma tali prescrizioni insieme ai continui solleciti dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza si protraggono da anni e l’azienda ha avuto tutto il tempo per adeguarsi ma non lo ha fatto.

Ama è un’azienda pubblica che opera con i soldi dei contribuenti e deve rispondere al contratto di servizio. L’assessora ha stigmatizzato l’amministrazione di Zaghis che opera da soggetto privato, piuttosto che rispettare le linee guida del Comune di Roma, ente proprietario unico. USB ha concordato che proprio per la natura pubblica dell’azienda, Ama deve garantire la massima trasparenza in tema di carriere e relativi riconoscimenti economici alle figure direttive.

Valutazione negativa condivisa sul Piano dei Rifiuti approvato dalla Regione Lazio, che taglia i finanziamenti alla raccolta differenziata e punta tutto sul recupero energetico da rifiuti, favorendo la costruzione di megaimpianti inquinanti come il compound di Colleferro e gli impianti già esistenti di Acea per accaparrarsi la parte più remunerativa del ciclo dei rifiuti. USB auspica che ci sia da parte della giunta una posizione pubblica chiara contro il PGR della Regione Lazio.

Sull’approvazione dei bilanci Ama 2017/18/19 insieme al piano di risanamento aziendale, la Ziantoni, in seguito ad incontro con la sindaca Raggi e l’assessore Lemmetti, ha assicurato che entro fine anno saranno sottoposti al voto in aula consiliare.

USB ha inserito nella delegazione anche un rappresentante dei lavoratori ex dipendenti IVU (Istituto Vigilanza Urbe) espulsi dalla ricollocazione nelle aziende partecipate. Tali lavoratori hanno subito la beffa di avere superato nel 2011 la selezione in Ama, superato le visite mediche e ricevuto le divise da lavoro. Ma invece dell’assunzione hanno ricevuto un impegno scritto di inserimento in caso di successivo reperimento di risorse. Siamo arrivati al 2020 e finalmente Ama riassume, ma nell’accordo firmato tra Ama e parti sociali, una clausola li esclude nuovamente, perché viene riconosciuta una priorità alla selezione del personale con comprovate esperienze pari ad almeno 240 giorni negli ultimi tre anni, requisito che esclude i lavoratori ex Urbe, i quali peraltro, hanno un pregresso lavorativo nel decoro urbano alle dipendenze di Multiservizi, di oltre 500 giorni fino al 2013.

L’assessora si è impegnata a sottoporre tale ingiustizia in seno all’attuale amministrazione capitolina affinché venga rimossa la suddetta clausola o per trovare tutte le soluzioni percorribili per una risoluzione positiva.

USB Ama

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