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Argomento:

Ampia adesione dei ferrovieri allo sciopero generale contro il Governo Meloni e la finanziaria di guerra

Nazionale -

A poche ore dalla conclusione (ore 21,00) possiamo parlare di ampia adesione dei ferrovieri allo sciopero contro le politiche antipopolari, antisociali e guerrafondaie del governo.

I dati ufficiali delle aziende ferroviarie e degli osservatori istituzionali dicono di percentuali di cancellazione treni intorno al 30%; considerati gli obblighi di garanzia della legge 146/90, possiamo parlare di adesioni di circa il 40% medio nazionale per i settori direttamente collegati alla circolazione dei treni.

Ampie adesioni si sono avute anche nella Manutenzione Infrastrutture di RFI, settore che è fatto oggetto di particolare attenzione dalla commissione di garanzia scioperi (meglio detta Antisciopero) che continua a indicare presunte irregolarità nelle adesioni agli scioperi dei lavoratori interessati e che malgrado ciò dimostra di voler mantenere il grado di emancipazione sindacale acquisito con la mobilitazione contro il progressivo peggioramento delle proprie condizioni di lavoro sancito dall’iniziativa collaborativista delle organizzazioni firmatarie storiche con rinnovi contrattuali e accordi di riorganizzazione nettamente a perdere. Naturalmente il dato nazionale vede picchi di concentramento in specifici impianti di diverse regioni, come il Veneto, la Toscana, il Lazio e la Campania dove si confermano adesioni di oltre il 70%.

Dedichiamo questo sciopero a Iurii Kulba, operaio di 35 anni, rimasto ucciso sul lavoro la scorsa notte mentre era all’opera in un cantiere ferroviario di Rete Ferroviaria Italiana sulla linea Grosseto, nei pressi di Civitavecchia, in provincia di Roma. Iurii aveva un figlio di 8 anni e era dipendente di una delle più grandi imprese private di construzioni ferroviarie e tra le maggiori appaltanti dal gestore infrastrutture RFI; una galassia industriale che viappiù si sta concentrando sotto i grandi gruppi multinazionali di investimento infrastrutturale e dove sono consolidate pratiche lavorative nelle peggiori condizioni di ricatto occupazionale, economico e dove vigono orari prolungati di lavoro notturno e diurno, riposi minimi giornalieri e settimanali, spesso, ridotti oltre il limite di legge; una galassia di imprese private in cui si registrano mediamente decine di incidenti gravi, gravissimi e mortali ogni anno.

Oggi diciamo che i nostri ferrovieri hanno scioperato contro questo stato di cose che è direttamente collegato allo scadimento progressivo della loro condizione di salute e sicurezza così come della condizione salariale e generale di lavoro e di vita, attaccata frontalmente dalle attuali politiche padronali, governative e statali. Questi ferrovieri stanno dimostrando di voler riconquistare la loro posizione di avanguardia storica del movimento sindacale dei lavoratori e la nostra organizzazione è fieramente al loro fianco per la messa a disposizione di ogni strumento necessario alla riconquista di un reale potere di contrattazione, per la rivendicazione di altre condizioni di lavoro, a partire dalla riduzione dell’orario di lavoro, di politiche di pieno impiego nei settori operativi dell’esercizio, di riscrittura di contratti e accordi effettivamente tutelanti della salute e sicurezza dei lavoratori interessati, per il rinnovo immediato delle RSU/RLS, elette dieci anni fa e decadute da oltre sette.

Oggi è stata una grande giornata di dimostrazione di forza e volontà dei lavoratori e dei cittadini del blocco popolare del Paese che hanno invase strade e piazze in più di 40 città italiane, prendendo parola e iniziativa contro le politiche padronali nei posti di lavoro e nei territori della vita sociale.

Ancora una volta e sempre più a ragione la parola d’ordine “Abbassare le armi, Alzare i salari!” è risuonata nella rivendicazione di altre condizioni di vita e di dignità esistenziale come in quella del diritto all’autodeterminazione dei popoli come quello palestinese, oggetto dell’azione militare genocidaria dello Stato di Israele. Domani 29 novembre nuova grande manifestazione nazionale a Roma.

RESTIAMO AGITATE/I!!!