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Aniello Alaia, ucciso a 58 anni dal sistema degli appalti ferroviari di RFI

Nazionale -

Martedì 21 giugno un operaio di 58 anni, Aniello Alaia, è stato investito e ucciso da un treno in località Ponticelli di Città della Pieve (Perugia) mentre era impegnato nella manutenzione dei cavi adiacenti il binario della linea lenta Roma-Firenze. Alaia viveva a Casoria (Napoli) ed era al lavoro per conto di una ditta campana subappaltatrice di RFI. USB tutta esprime la massima solidarietà e vicinanza ai familiari e ai colleghi del lavoratore rimasto ucciso. 

Questo ennesimo gravissimo caso conferma che nel sistema degli appalti di RFI più di qualcosa non va sul piano della sicurezza sul lavoro: solo 10 giorni fa un operaio della Cemes è rimasto folgorato dai cavi a 3000 volt in una sottostazione elettrica di RFI nella stazione di Montalto di Castro e portato in ospedale in condizioni disperate; nel marzo scorso un operaio dell’impresa Veneto 21 è rimasto gravemente ferito nell’urto con il braccio di un escavatore durante i lavori di sistemazione della scarpata ferroviaria in località Santa Giustina (Belluno). 

Una tendenza nefasta già avviata negli scorsi anni con decine di incidenti gravi e mortali nei cantieri di RFI, e che si teme possa subire un’ulteriore spinta nel turbinio degli appalti attivati da RFI stessa sulla base dei finanziamenti del PNRR (oltre 30 miliardi di euro nei prossimi 4 anni). 

Magistratura e autorità di controllo istituzionali e ministeriali pongano l’attenzione necessaria alle decine di denunce prodotte dai rappresentanti dei lavoratori del settore manutenzione di RFI e da USB stessa, rimaste inevase o inascoltate, e in cui si evidenzia tutta la pericolosità di una visione d’impresa che fa prevalere la logica commerciale su quella delle tutele per la salute e la sicurezza dei lavoratori, per cui i treni devono viaggiare anche quando si fa manutenzione all’infrastruttura moltiplicando così i rischi delle lavorazioni. 

A ciò si aggiunga la babele contrattuale che vige nel sistema degli appalti privati di RFI dove si trovano metalmeccanica, telecomunicazioni, agricoltura, edilizia: tutto tranne l’auspicato inquadramento nei contratti vigenti per i ferrovieri, che invece da anni subiscono le deroghe di accordi territoriali firmati da sindacati che hanno completamente dismesso la capacità/volontà di garanzia dei diritti acquisiti e delle tutele sulla salute e sicurezza dei lavoratori, e di contrapporsi effettivamente alle logiche padronali. 

In attesa di maggiori informazioni su questo ultimo incidente mortale, USB predisporrà ogni pratica necessaria alla denuncia giudiziaria e sindacale, per non lasciare nulla di intentato nel contrasto alle logiche padronali e per ripristinare effettive condizioni di difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori dei ferrovieri e degli appalti ferroviari. 

Unione Sindacale di Base Lavoro Privato - Attività Ferroviarie

Roma 21 giugno 2022 

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