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Antincendio boschivo, così lo Stato ha rinunciato a un servizio aereo funzionante

Pescara -

Che gli incendi siano un business appare oramai chiarissimo come il sole d’agosto che li aiuta. La mano dell’uomo non si ferma all’incendiario (o piromane come taluni li chiamano, errando) ma va oltre. Se prima era la possibilità di costruire o di pascolare ora è la lotta attiva. Di prevenzione non se ne parla se non nei rotocalchi magari a livello provinciale perché quelli nazionali, allineati a certa politica, se ne guardano bene.

Nel mezzo i Vigili del Fuoco che si sono visti, da un lato consegnare le competenze sulla “lotta attiva contro gli incendi boschivi e il loro spegnimento con mezzi aerei”, dall’altra svilire i dettami della legge stessa laddove si parla di “esigenze di mantenimento della specialità e dell'unitarietà delle funzioni di presidio dell'ambiente”. L’Arma dei Carabinieri infatti ha fatto spezzatino dell’efficiente ed unitario Centro Operativo Aereo del CFS (COA) con grave nocumento del servizio, appropriandosi di una buona parte dei mezzi aerei, del personale e delle strutture tra cui sedi - uniche in Italia di proprietà del CFS e in grado di ricoverare i famosi Erickson S64F - quali quelle di Belluno e Pescara, lasciando invece ai Vigili del Fuoco (per esempio) quella in affitto a Lamezia Terme (CZ) al costo di 30mila euro al mese. Beh volpini questi carabinieri!

Se l’accoppamento del CFS pare una stupidaggine, l’aver distrutto il COA è un delitto a tutti gli effetti e di questo in molti invocano giustizia chiedendo di appellarsi alla Corte dei Conti. Con questo spezzatino, infatti, s’è distrutto completamente l’unico Servizio Aereo dello Stato designato quasi esclusivamente all’antincendio boschivo.

C’è da dire quindi che, oltre alla mancata preparazione forestale e ambientale di base dei VVF (per un Forestale non si bruciano “quattro piante”), oltre all'assenza capillare del personale sul territorio e dei DOS che lo conoscono approfonditamente, un altro fattore che permette agli incendi l'espandersi pressoché incontrollato è determinato dal fatto che non c'è più un servizio aereo dello Stato come il Centro Operativo Aereo del CFS pronto ad intervenire immediatamente, oltretutto senza subire il doppio passaggio attraverso il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile.  

Infatti, in ragione degli accordi presi con le regioni a rischio elevato, il Corpo Forestale dello Stato disponeva da giugno a settembre (a volte ottobre) della sua flotta aerea a diretto contatto con la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) delle singole regioni e non attraverso il COAU che oltretutto appare (stranamente) favorevole all'impiego degli aerei Canadair piuttosto che degli elicotteri...

L’errore è dunque raddoppiato dall’insostenibile leggerezza dell’essere VVF che ha cancellato ogni possibilità di accordo con le singole regioni defraudandole delle potenzialità un tempo offerto del COA del CFS. Leggerezza sì, ma solo in queste situazioni, perché a sentir parlare certi ingegneri ex CFS transitati nei meandri del Dipartimento, di riunioni fiume se ne fanno a bizzeffe ma spesso senza un costrutto efficace se non tante pagine di disposizioni interne che altro non fanno che confondere ulteriormente il povero VVF sul campo. In ogni caso anche in questo conteso, oltretutto contro il dettato della legge c.d. Madia, i carabinieri continuano a inviare i mezzi aerei in Sicilia per fare antincendio boschivo in accordo con la Regione. Beh sempre volpini no?

Riguardo l’incendio che imperversa la provincia di L’Aquila infine, le ultime notizie dicono che si fa bonifica con i Canadair. Un forestale MAI avrebbe sprecato soldi pubblici per farla eseguire da un Canadair, forse nemmeno da un elicottero, neanche se del CFS. Semmai solo a latere della vera attività antincendio! Attività poi che secondo il Dipartimento della Protezione Civile andrebbe semmai eseguita “eventualmente con il supporto di aeromobili regionali”. Si percorreva il perimetro dell’incendio a piedi e se necessario giù di pala, piccone e rastrello.

In attesa di un intervento politico sulla scellerata riforma chiesto ormai da tutti, sarebbe il caso che le alte sfere del Dipartimento dessero ascolto ai forestali che hanno assorbito, perché se parlando d’incendi i VVF potrebbero farla da padrone, quando si tratta di quello boschivo si evidenzia una profonda impreparazione logistica e funzionale, specialmente riguardo l’utilizzo dei mezzi aerei.

per il Coordinamento Provinciale USB VVF Pescara

Antonio Di Lizia

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