Aperta ai criminali dell’ICE a chiusa ai lavoratori: la Milano che non vogliamo
Per il prossimo 6 febbraio, in occasione dello sciopero internazionale dei lavoratori portuali, abbiamo chiesto uno spazio in Piazza della Scala per un breve presidio e per incontrare Chris Smalls, sindacalista USA di Amazon e attivista che in questi giorni è in Italia per partecipare alla manifestazione che si terrà a Genova lo stesso giorno.
Il divieto istituzionale è stato forte e chiaro, quel giorno il centro di Milano sarà chiuso ad ogni forma di aggregazione e di dissenso, così come gran parte della città. In concomitanza con l’inaugurazione dei giochi olimpici, il suolo che è vietato a lavoratrici e lavoratori potrà però essere calpestato dai nazisti dell’ICE che saranno presenti in città con le mani che ancora grondano del sangue innocente dei cittadini uccisi a Minneapolis.
La nostra iniziativa è stata “confinata” fuori dalla zona rossa, in Piazza Leonardo da Vinci, dove alle ore 14, insieme a Chris Smalls incontreremo i giornalisti e i cittadini per parlare:
- della situazione negli Stati Uniti venutasi a determinare dopo gli ultimi eventi di Minneapolis e le scelte di politica nazionale e internazionale di Trump
- delle ragioni dello sciopero internazionale dei lavoratori e lavoratrici portuali che hanno avuto e continuano ad avere un ruolo di fondamentale importanza contro il genocidio che si continua a consumare in Palestina; così come contro la logica bellicista che sta pervadendo il mondo e che l’occidente guida in modo scriteriato
- della situazione della Milano “olimpica” che ha visto un’accelerazione nel processo di gentrificazione e di speculazione edilizia – come raccontano sempre più chiaramente le cronache giudiziarie – così come in una deriva securitaria che ha registrato un’altra vittima la scorsa settimana.
Le iniziative messe in campo negli scorsi mesi sulla vicenda Palestinese, rispondono alla stessa logica repressiva che si sta facendo sempre più evidente ovunque, nelle nostre società, e che presto, temiamo, troverà un’ulteriore deriva, come dimostrano i decreti in discussione e in fase di approvazione in parlamento, finalizzata a soffocare il dissenso in ogni sua forma.
Ecco perché continueremo le nostre lotte in difesa delle libertà, dei diritti, contro la guerra e la politica di riarmo e contro il genocidio del popolo palestinese del quale appoggiamo la resistenza.
Appuntamento il 6 febbraio alle 14 in Piazza Leonardo, da dove partiremo poi verso Genova per lo sciopero internazionale dei porti!
USB Lombardia