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Appello al popolo dell’autunno: il 14 marzo tutti in piazza per il No sociale! Il 22/23 marzo votiamo No per mandare a casa il governo Meloni

Roma -

Le enormi mobilitazioni dello scorso autunno a sostegno del popolo palestinese, contro il genocidio e che contestavano la complicità del governo Meloni con lo stato terrorista di Israele, hanno prodotto una scossa che ha attraversato tutta la penisola e messo in seria difficoltà la coalizione governativa. Dopo tre anni di governo, per la prima volta, la destra ha sentito il terreno mancargli sotto i piedi.

La sua reazione è stata rabbiosa. Sono state colpite le associazioni palestinesi, poi sono ricorsi alle multe per migliaia di euro contro i singoli manifestanti, poi hanno cominciato a sanzionare le organizzazioni sindacali come la nostra per aver indetto gli scioperi. Successivamente hanno approvato un nuovo Decreto sicurezza che prevede penalità molto salate contro i manifestanti e nuove tipologie di reato, con l’obiettivo di scoraggiare lo sviluppo di nuove proteste. E ora stanno pensando di introdurre divieti a chi critica Israele, accusando i manifestanti di antisemitismo.

Tutto questo mentre la situazione economica continua a peggiorare. Da un lato gli istituti di ricerca certificano utili netti clamorosi sia per le banche che per le grandi imprese, che però utilizzano i profitti prevalentemente in operazioni finanziarie e speculative. Dall’altro, aumentano le famiglie che rinunciano a curarsi, i salari perdono terreno rispetto alla crescita dei prezzi, soprattutto dei generi alimentari, il lavoro diventa sempre più precario e sottopagato, avanza la deindustrializzazione del paese.

Il 22 e 23 marzo c’è un referendum per decidere se approvare o meno le modifiche alla Costituzione che questo governo vuole introdurre in tema di giustizia. La logica di questi provvedimenti è in perfetta continuità con l’operato della destra in questi anni di governo Meloni: più potere al governo e meno ostacoli possibili alla sua azione autoritaria. Soprattutto ora, che siamo in piena corsa al riarmo e che il governo stanzia somme clamorose per comprare e costruire nuove armi, ridurre gli spazi di libertà costituisce un obiettivo irrinunciabile per chi vuole agire incontrastato.

Ma la partita è tutt’altro che persa. Come ci siamo mobilitati in tanti in autunno, possiamo e dobbiamo tornare a farlo ora, scendendo in piazza a Roma in una grande manifestazione per il No Sociale il 14 marzo e sommergendo il governo sotto una valanga di No il 22 e il 23 marzo al referendum.

Abbassiamo le armi, alziamo i salari.

BLOCCHIAMO IL GOVERNO MELONI

IL 14 MARZO TUTTI I PIAZZA

 Roma – ore 14 piazza della Repubblica