Armi dal porto di Piombino per la guerra in Iran: il ministero “conferma” la nostra denuncia. Basta traffico di armi: 14 maggio iniziativa a Piombino, 18 maggio sciopero generale
Armi dal porto di Piombino verso il conflitto in Iran. Il ministero “conferma” quanto denunciato da USB. L’Italia si apertamente schierata con Israele e USA. Adesso basta, stop ai traffici di armi dai nostri porti. 14 maggio iniziativa a piombino. 18 maggio sciopero generale!
Il 30 marzo scorso la nave Ro.Ro Capucine, in uso al Ministero dello Difesa, è tornata nel porto di Piombino. Grazie alle segnalazioni della nostra rete di lavoratori che si oppongono ai traffici di armi, abbiamo saputo che il carico di materiale bellico era destinato al porto di Gedda in Arabia Saudita. Un carico di cartucce, detonatori e tritolo diretto in un teatro di guerra (proprio in quei giorni si stava consumando la fase più acuta del recente conflitto) e proprio mentre la Premier Meloni visitava l’importante scalo sul Mar Rosso incontrando le autorità Saudite.
Il giorno precedente all’attracco di questa ennesima “nave della morte” USB aveva inviato un esposto dettagliato agli organi competenti, Procura della Repubblica, Capitaneria, Guardia di Finanza e Autorità di Sistema. Al di là delle motivazioni etiche e politiche, nel nostro Paese esiste una Legge, la 185 del 90, che vieta l’esportazione e il transito di armi verso Stati in conflitto o che non rispettano i diritti umani. Nessun ente ha pensato fosse necessario approfondire tale segnalazione e le armi, ancora una volta, sono transitate dal nostro porto civile per andare ad uccidere lavoratori e lavoratrici come noi. Perché a questo servono le armi. Non hanno altri scopi. Tutto ciò in barba alle ipocrite dichiarazioni del nostro Governo circa la non partecipazione diretta alle operazioni belliche nel conflitto tra USA e Israele contro l’Iran. Fornire armi ad un paese in guerra non vuol dire partecipare attivamente?
Grazie ad una richiesta di accesso agli atti della giornalista Linda maggiori, con la quale collaboriamo e ringraziamo, il Ministero (tramite l’Agenzia delle Dogane) ha confermato implicitamente quanto da noi denunciato. Ha negato la richiesta di accesso agli atti citando l'art 5 bis, comma 1 lettera C del D.lgs. 33 del 14/03/2013. “I dati richiesti non possono essere utilmente rilasciati poiché l’invio di forniture a forze armate nazionali o NATO in un’area geografica attualmente critica, quale l’invio ipotizzato nell’istanza, crea un concreto pregiudizio all’interesse pubblico”.
Il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di interessi pubblici inerenti alla difesa e le questioni militari.
È evidente che il nostro Governo ha scelto da che parte stare. Inviando armi e forniture militari nel conflitto contro l’Iran mettendo seriamente a rischio la nostra sicurezza e dimostrando ancora una volta la sudditanza nei confronti di Israele e Stati Uniti. Tutto ciò mentre, contemporaneamente, ha scelto di non muovere un dito per tutelare la vita di nostri concittadini e attivisti della Global Sumud Flottila attaccati recentemente da Israele. Due di loro sono stati rapiti e trasferiti in un carcere sionista e rischiano concretamente di non fare più ritorno.
Il 14 maggio saremo proprio a Piombino per un’importante iniziativa contro il traffico di armi organizzata insieme alle Donne in Nero. Ospiti, oltre a lavoratori portuali e dirigenti sindacali, anche la giornalista Linda maggiori e il professore Alessandro Volpi.
Contro la complicità dell’Italia nel genocidio, per la fine della guerra e la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dalle conseguenze economiche su salari, pensioni e aumento dell’inflazione l’Unione Sindacale di Base ha proclamato uno SCIOPERO GENERALE per il giorno 18 maggio. Con manifestazioni in tuta Italia.
USB Provincia di Livorno