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ASSEMBLEA-DIBATTITO. CAMBIARE LA COSTITUZIONE: PERCHÉ?

25 novembre - Roma, Uffici centrali Agenzia delle Entrate via C. Colombo 426 - ore 9.30

Roma -

COMUNICATO STAMPA

Prosegue il forte impegno dell’USB per il NO al referendum costituzionale: nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale indetta dal Coordinamento per il NO sociale al referendum, l’USB P.I. Agenzie fiscali organizza un’assemblea/dibattito dal titolo “CAMBIARE LA COSTITUZIONE: PERCHÉ’?” che si terrà domani, 25 novembre, presso gli Uffici centrali dell’Agenzia delle Entrate di Roma, in via Cristoforo Colombo 426, dalle ore 9.30.

 

Interverranno:

 

Gianni Ferrara – Prof. Emerito Diritto Costituzionale Università “la Sapienza”

Carlo Guglielmi - Forum Diritti/Lavoro

Pierpaolo Leonardi - Esecutivo confederale USB

 

“Mentre il Governo Renzi e l’Unione Europea provano a terrorizzare lavoratori e cittadini dipingendo conseguenze nefaste nell’ipotesi di vittoria del NO, cresce nel paese la consapevolezza che respingere le modifiche costituzionali significa anche rilanciare l’opposizione sociale e sindacale alle politiche antipopolari messe in campo da un’oligarchia finanziaria, autoproclamatasi al governo dell’Europa”, spiega Alessandro Giannelli, dell’Esecutivo nazionale USB P.I. Agenzie Fiscali.

 

“L’assemblea/dibattito di domani – prosegue il sindacalista - vuol rappresentare le diverse sfaccettature dell’opposizione alla riforma costituzionale e smascherare il vero obiettivo che si nasconde dietro la modifica di ben 47 articoli della Costituzione, ovvero ridurre gli spazi di democrazia attraverso la modifica della seconda parte della Costituzione, per perpetrare più agevolmente l’attacco al mondo del lavoro, pubblico e privato, e più in generale ai diritti sociali contenuti nella prima parte della Carta costituzionale”.

 

“Un attacco che chiama in causa anche il comparto fiscale, ove al disinvestimento in un settore strategico, si accompagnano politiche fiscali che, mentre strizzano l’occhio ai grandi evasori anche attraverso la vergogna della voluntary disclosure, continuano ad esasperare la tassazione nei confronti del lavoro dipendente e dei pensionati”,  conclude Alessandro Giannelli.

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