Associazione 21 Luglio: licenziata una lavoratrice per una testimonianza ai carabinieri. USB denuncia un atto ritorsivo
USB denuncia con forza il licenziamento per giusta causa di una lavoratrice dipendente di Associazione 21 Luglio ETS, disposto sulla base della contestazione di presunte "dichiarazioni mendaci" rese dalla lavoratrice ai Carabinieri in qualità di persona informata sui fatti.
I fatti:
Un anno fa, a seguito dell'indizione di uno stato di agitazione sindacale in cui venivano denunciate condotte vessatorie all'interno di Associazione 21 luglio, il datore di lavoro aveva presentato una querela per diffamazione nei confronti del sindacalista firmatario.
Nell'ambito delle indagini conseguenti, i Carabinieri avevano convocato come persone informate sui fatti diversi lavoratori e lavoratrici iscritti al sindacato. Tra questi, la lavoratrice in questione aveva reso una dichiarazione relativa alle condizioni di lavoro e ai rapporti con la dirigenza.
Il procedimento è in via di conclusione con l'archiviazione della querela.
Sulla base di tale testimonianza, Associazione 21 Luglio ha contestato alla lavoratrice di aver reso dichiarazioni mendaci sul suo conto, procedendo al licenziamento per giusta causa.
USB ritiene che questa sequenza di fatti — querela, archiviazione, licenziamento — disegni un quadro di ritorsione nei confronti della lavoratrice che ha esercitato un dovere previsto dalla legge: rispondere con verità all'autorità giudiziaria in sede di indagini.
Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni provenienti da più lavoratori e lavoratrici dell'associazione, che negli ultimi mesi si sono rivolti a USB e ai propri legali per contestare analoghe condotte.
USB seguirà la vicenda in tutte le sedi opportune e non lascerà sola la lavoratrice colpita.