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Atac, USB: l'emergenza coronavirus non devono pagarla i lavoratori. Il Comune garantisca il 100% delle retribuzioni

Roma -

Non solo i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale in questa situazione emergenziale dovuta dalla pandemia Covid-19, sono costretti a lavorare in condizioni di alto rischio di contagio, ma ora rischiano anche di perdere parte del salario.

Atac ha attivato l'ammortizzatore sociale del fondo bilaterale di solidarietà per 4300 lavoratori. Per questi la perdita salariale è di oltre il 20%, che a nostro avviso dovrebbe essere coperta dall'azienda. Sappiamo bene che il concordato rappresenta un’ulteriore criticità per le finanze aziendali ma ciò non deve mettere a rischio il reddito dei lavoratori.

Il Comune di Roma, proprietario del 100% delle quote societarie di ATAC, deve utilizzare prioritariamente i fondi stanziati dal governo come anticipazioni di liquidità, proprio per garantire la piena copertura economica di tutti i servizi essenziali alla città, come il trasporto pubblico locale. 

Un impegno e una abnegazione che stanno pagando con la riduzione dello stipendio per l’apertura dei fondi bilaterali, che garantisce solo l’80% della retribuzione. Questo non è tollerabile, e si richiede l’impegno della amministrazione comunale per poter garantire l’integrità delle retribuzioni, visto anche l’impegno del Governo che ha anticipato gli stanziamenti ai comuni di 4,3 miliardi, per far fronte all’emergenza.

Il Comune si faccia carico di garantire i lavoratori delle aziende che operano sul territorio, nei servizi essenziali, mettendo i giusti capitali per far fronte al pagamento del 100% delle retribuzioni.

 

USB Lavoro Privato – Trasporti di Roma e Lazio

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