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Basta attacchi al diritto di sciopero: estendere la Legge 146/90 alla logistica è inaccettabile. 28 marzo assemblea nazionale operaia

Nazionale -

L’Unione Sindacale di Base settore Logistica denuncia con forza l’intendimento della Commissione di Garanzia sugli Scioperi di estendere al nostro settore le limitazioni previste dalla Legge 146/1990. 

Un’operazione inaccettabile, che punta a imbavagliare uno dei comparti più combattivi del mondo del lavoro e ad allinearlo al modello dei “servizi pubblici essenziali”, con l’unico scopo di ridurre al silenzio la voce dei magazzinieri, dei corrieri, dei camionisti e dei facchini che in questi anni hanno conquistato diritti reali, contrapponendosi alla malavita organizzata, portando oltretutto alle casse dello stato somme ingenti recuperate dall'evasione fiscale e contributiva. Tutto ciò è stato ottenuto con la mobilitazione, che ha visto oltretutto il sacrificio di lavoratori uccisi durante le iniziative di lotta.

La logistica non è un servizio pubblico, ma un pilastro dell’economia privata costruito sullo sfruttamento, sulla reiterata e certificata evasione fiscale e contributiva, sugli appalti incontrollati e su un sistema di lavoro che si regge sulla precarietà. La Logistica ed il trasporto merci sono ogni anno tristemente ai primi posti per infortuni sul lavoro ed incidenti mortali. Proprio per questo, colpire il diritto di sciopero in questo settore significa difendere lo sfruttamento e punire chi lo combatte.

Il recente pronunciamento del Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS), che ha condannato l’Italia per l’eccessiva restrizione del diritto di sciopero, evidenzia quanto sia già oltre misura il quadro normativo vigente. Invece di recepire la critica, le istituzioni tentano ora di ampliare ulteriormente la stretta, a tutto vantaggio delle grandi imprese e a svantaggio dei lavoratori, reali produttori dell'immensa ricchezza espressa dal settore.

USB ribadisce che lo sciopero è un diritto costituzionale, non una concessione. 

Le continue limitazioni, le precettazioni e le sanzioni disciplinari sono strumenti di repressione politica, non di equilibrio sociale. 

Non accetteremo nessuna nuova norma che riduca ulteriormente la capacità delle lavoratrici e dei lavoratori di organizzarsi e difendere i propri interessi.

Lo sciopero è la voce di chi non ha altra arma che la propria forza collettiva. 

Metterlo sotto regime significa solo costruire un silenzio forzato, ma nelle pieghe di quel silenzio continuerà a crescere la rabbia di chi non si rassegna.

Il tema del diritto di sciopero e degli attacchi che questo sta subendo nel nostro Paese sarà centrale nell'assemblea nazionale operaia, che coinvolgerà tutti i settori del lavoro operaio, che USB ha lanciato per il prossimo 28 marzo a Roma, ore 10.00 Nuovo Cinema Aquila. 

 

Usb Logistica