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Basta morti di lavoro, Usb Viterbo in piazza il 6 agosto

In occasione delle stragi di braccianti dello scorso 4 e 6 luglio, Usb Viterbo dedica una giornata ai morti di lavoro con due presidi, in via Caduti sul Lavoro e a piazza della Repubblica

Viterbo -

Il 4 e 6 agosto del 2018, 16 lavoratori agricoli sono stati uccisi in appena 48 ore. Tornavano, stipati su furgoni, senza alcuna misura di sicurezza, da 12 ore di lavoro sotto il sole per pochi euro al giorno, quando due tir li hanno travolti. In quell’occasione e l’anno successivo, Usb Viterbo è scesa in piazza, esortando governo e istituzioni locali a impegnarsi concretamente in difesa dei diritti e della sicurezza di tutti i lavoratori.

Quest’anno, il 6 agosto, il sindacato torna nelle strade contro gli omicidi sul lavoro. Un appuntamento pubblico e visibile delle lotte che ogni giorno vengono portate avanti.

 

Nonostante il lockdown, dall’inizio dell’anno ad oggi, i lavoratori uccisi sono più di mille.

All’interno di un cantiere, schiacciati da un muletto, soffocati dal caldo torrido o travolti lungo la strada, veniamo uccisi dal meccanismo padronale, che obbliga a rinunciare ai propri diritti e costringe a ritmi frenetici e disumani, a salari bassi e alla mancanza di sicurezza.

 

Infortuni e malattie professionali infatti non sono dovuti, come media e datori provano a farci credere, alla negligenza dei lavoratori o alla probabilità che comunque un incidente possa accadere, sono la conseguenza diretta del clima di sfruttamento e precarietà.

 

“Se guardiamo oltre le fredde statistiche, vediamo come infortuni, troppo spesso mortali e malattie professionali siano il risultato diretto delle imposizioni di aziende e mercato. -dichiara Luca Paolocci dell’Usb Viterbo- Da un lato, lo sfruttamento sul lavoro attraverso la precarietà, l’allungamento dei turni e dei ritmi, l’aumento dell’età pensionabile. Dall’altro, la riduzione degli investimenti e gli appalti al massimo ribasso che portano a macchinari vecchi, malfunzionanti e pericolosi ed esternalizzazioni continue”.

 

Dalla crisi ad oggi, nella Tuscia, sono raddoppiati i part time involontari, cioè imposti. Una scelta voluta dai datori per mantenere più basso il costo del lavoro e fare maggiore ricorso alla flessibilità. L’ultima frontiera dello schiavismo nel settore sono i lavoratori interinali, assunti tramite cooperative.

 

“Lo stratagemma padronale per lucrare sui lavoratori è assumere con la l’inquadramento più basso per poi adibire i lavoratori a mansioni specializzate, senza formazione e senza sicurezza – ha continuato Paolocci -. Nella zona di Viterbo e provincia, le nuove assunzioni di questo tipo riguardano addetti alle vendite, camerieri e baristi, badanti e braccianti. Il 70% dei contratti irregolari grava nei settori del commercio, dell’agricoltura e del turismo, proprio quelli che dovrebbero essere di volano per città”.

La diffusione generalizzata di queste forme di cattivo lavoro ha un effetto primario sulla sicurezza. I lavoratori precari, infatti, vengono minacciati di licenziamento se denunciano o lamentano carenze nella sicurezza dei posti di lavoro.

Rispetto allo scorso anno, i morti di lavoro sono aumentati del 20%.

Nel Lazio, nel 2019 le malattie professionali sono aumentate del 94%, rispetto ad una media nazionale ferma al 25%.

Eppure si parla pochissimo dei lavoratori che perdono la vita sul proprio luogo di lavoro o nel tentativo di raggiungerlo, proprio perché sottoposti a sfruttamento e precarietà, quasi si fosse anestetizzati. Il messaggio pubblico, anche istituzionale, trasmesso è ringraziare di avere un lavoro il resto non conta.

Parlare oggi di salute e sicurezza significa affrontare la parte più dura dello sfruttamento, il profitto infatti passa sulle vite dei lavoratori

Come Usb ribaltiamo totalmente questo messaggio, il lavoro ci deve rappresentare, essere espressione di esperienze e potenzialità del singolo.

Se il lavoro non è diritti e dignità per tutti,

NON LAVORIAMO.

Per questo il 6 agosto saremo in piazza, percorrendo le strade di Viterbo.

Lavoratori, cittadini, delegati sindacali e rappresentanti per la sicurezza sono invitati a partecipare per portare le proprie voci dirette di quello che accade nei loro luoghi di lavoro.

 

Via Caduti sul Lavoro, ore 18:00

deposizione della Corona

 

Piazza Repubblica, ore 18:30

interventi, testimonianze e rappresentazioni

 

Usb Viterbo

Elisa Bianchini