Basta omicidi sul lavoro nelle aziende del Gruppo FSI
Tutta USB esprime il massimo cordoglio per l’assurdo assassinio, all’interno di un’area aziendale, di Alessandro Ambrosio, dipendente della società del Gruppo FSI, Trenitalia, come Capotreno.
Alessandro è stato sacrificato sull’altare dell’aberrante logica padronalistica di banalizzazione delle responsabilità sociali e istituzionali che sta attanagliando mortalmente i diritti fondamentali dei lavoratori e la stessa esistenza democratica dello Stato italiano.
Una logica che ha pervaso le istituzioni statali come i gangli direttivi delle funzioni produttive del Paese e a cui il management del Gruppo FSI, la maggiore realtà industriale di servizio pubblico nazionale, sta dando speciale contributo.
La denuncia della mancanza di tutele per l’incolumità del personale del servizio ferroviario è da anni all’ordine del giorno nella mobilitazione e agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore: una denuncia espressa con scioperi e azioni di protesta pubblica, promossi e sostenuti anche dalla nostra organizzazione, finora ignorata con spregio e dileggio dal management societario che ha, contestualmente, disatteso ogni, pur minimo e generico, impegno preso con le istituzioni statali e con le rappresentanze sindacali ancora, colpevolmente, collaborative con i suoi chiari piani di smantellamento degli assetti organizzativi a tutela delle condizioni di lavoro nelle ferrovie. In questo senso l’assassinio di Alessandro è da annoverare nella, sempre più lunga, lista degli ammazzati sul lavoro nel settore ferroviario: sui treni come sui binari.
Da evidenziare come tale situazione di spregio delle tutele dei lavoratori si produca contestualmente al decennale mancato rinnovo delle rappresentanze RSU/RLS nelle aziende del Gruppo FSI: una condizione di cui le compagini sindacali firmatarie sono pienamente colpevoli.
A fronte di quanto sopra riteniamo l’indizione di sciopero regionale di 8 ore da parte delle OOSS firmatarie, per domani 7 gennaio ’26, palesemente insufficiente a sostenere l’annosa denuncia espressa dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore: in questo senso abbiamo indirizzato, con altre organizzazioni sindacali di base dei ferrovieri, a queste OOSS, una richiesta di estensione dello sciopero a livello nazionale e sulle 24 ore, non ricevendo riscontro alcuno.
Stante l’attuale condizione di attacco generale all’agibilità democratica dei diritti sindacali dei lavoratori, perpetrato, su indicazione del padronato organizzato delle attività ferroviarie, dagli apparati governativi, segnatamente dal ministero dei trasporti e dalla Commissione di Garanzia Scioperi, saremo presenti alle iniziative indette per domani 7 gennaio a Bologna, a confermare il nostro impegno di promozione e sostegno delle effettive rivendicazioni di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori ferroviari, annunciando fin da subito la proclamazione di un prossimo imminente sciopero nazionale di 24 ore, in continuità con la storica mobilitazione espressa dai ferrovieri del trascorso biennio.
Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori interessate/i a concentrarsi domani mattina, dalle ore 10,00, presso la stazione di Bologna: in memoria di Alessandro; a fianco della sua famiglia e dei suoi più diretti compagni di lavoro; per sostenere l’avanzamento delle rivendicazioni di effettive tutele sulle proprie condizioni di lavoro e di vita.
Basta omicidi sul lavoro!
Per la dignità sociale, la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori delle ferrovie!
Rinnovo immediato delle RSU/RLS nelle aziende del Gruppo FSI!