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Basta precariato! Anche nell’industria sono decine migliaia i lavoratori non garantiti

Nazionale -

La crisi sanitaria che ha colpito il nostro Paese ha messo in evidenza tutte le carenze degli ultimi anni nei confronti del mondo del lavoro.

 

Quelli che pagano il prezzo più alto in questa situazione sono soprattutto i giovani e i lavoratori con meno garanzie, con contratti a termine, in somministrazione, a chiamata o con zero tutele, impiegati in nero. Molti di questi lavoratori operano nei servizi all’industria; mense, manutenzione, I&T, logistica, magazzini etc. Sono il risultato delle esternalizzazioni, di cui hanno beneficiato le imprese ma non i lavoratori. Tutti sottoposti al ricatto del lavoro precario, come accade anche in altri settori, tanto nella Pubblica amministrazione quanto nello spettacolo e nei servizi.

 

Nell’industria, se il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione hanno in parte attutito l’impatto sui dipendenti a tempo indeterminato, i padroni hanno avuto mano libera su chi non aveva un minimo di contratto stabile o non lo aveva affatto, pur spaccandosi la schiena.

 

Una situazione generata dalle politiche scellerat, perseguite dai governi di centrodestra e centrosinistra  in ossequio a Confindustria e ai requisiti imposti dall’UE sulle politiche del lavoro, mai contrastate  concretamente dai sindacati confederali e su cui neanche questo governo sembra intenzionato a segnare una reale discontinuità.

 

Ai licenziamenti per i lavoratori in nero, si affianca il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato e delle trasformazioni in contratti stabili, previste prima della crisi.

 

Tuttavia le grandi aziende stanno prendendo svariati soldi sotto forma di fondi, sgravi, ammortamenti e CIG/FIS, ma si rifiutano di assumere in maniera stabile e continuano a chiedere libertà di licenziare.

Se i lavoratori precari sono stati i più danneggiati da questa emergenza e giusto che ora il governo si occupi di questi lavoratori fragili economicamente.

 

Il lavoro irregolare o precario non è sufficiente ad avere una vita dignitosa, per questo chiediamo subito:

 

  • Politiche che salvaguardino l’occupazione
  • Sostegno del reddito per tutti
  • Una nuova cassa integrazione universale
  • Salario minimo per legge di 10 €
  • Riduzione d’orario di lavoro a parità di salario per creare occupazione
  • Lotta spietata contro chi si arricchisce con il lavoro nero a partire dalle filiere di produzione
  • Basta con gli appalti al ribasso
  • Basta con la politica degli sgravi e incentivi a perdere per le aziende
  • Serve una patrimoniale che tassi il grande capitale e ridistribuisca i soldi sottratti dai grandi speculatori.
  • Serve una nuova IRI per ricostruire il tessuto industriale e occupazionale e produrre ciò che serve realmente al paese

18/11/2020

USB Nazionale Lavoro Privato- Industria

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